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Diritti TV e scudetto Serie A 2025/2026: il confronto con l’Europa

martedì, 16 dicembre 2025, 23:06

Il tema dei diritti televisivi resta centrale nel dibattito sul futuro del calcio italiano. A inizio dicembre è emersa l’ipotesi di un possibile ingresso di DAZN nella media company della Lega Serie A con una quota di minoranza, una prospettiva che ha riacceso l’attenzione sulla sostenibilità economica del massimo campionato. L’operazione, che non inciderebbe sull’attuale contratto valido fino al 2029, si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sul valore del prodotto Serie A e sulle strategie necessarie per rafforzarlo nel medio periodo

Il confronto con le principali leghe europee evidenzia una distanza ancora significativa. LaLiga ha recentemente definito il nuovo ciclo dei diritti TV 2027/28–2031/32, assicurandosi 5,25 miliardi di euro per la sola prima divisione grazie all’accordo con DAZN e Telefónica. Un risultato che porta gli incassi annuali a circa 1,05 miliardi, con un incremento del 6% rispetto al ciclo precedente. Considerando anche i diritti della seconda divisione e quelli destinati al settore HORECA, il valore complessivo supera i 6 miliardi di euro.

In Italia, i ricavi annui della Serie A si attestano intorno ai 900 milioni tra DAZN e Sky. Una cifra che resta inferiore non solo alla Liga, ma anche a Bundesliga e Premier League, quest’ultima stabilmente in testa con circa 1,91 miliardi annui. Questo gap economico si riflette sulla capacità dei club italiani di competere a livello internazionale, sia in termini di investimenti sugli stipendi sia sul piano dell’attrattività commerciale.

Sul campo, però, la Serie A continua a offrire equilibrio e interesse. La stagione 2025/2026 si preannuncia combattuta e la corsa allo scudetto mantiene alta l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori. L’andamento del campionato viene osservato anche attraverso le scommesse Serie A, che riflettono lo stato di forma delle squadre e le gerarchie iniziali. Inter, Napoli e Milan partono davanti nelle valutazioni, mentre Roma, Juventus e Como vengono considerate outsider, confermando un campionato con valori definiti ma non privo di possibili sorprese.

Se lo spettacolo sportivo non manca, nel medio-lungo periodo la Serie A è chiamata a colmare il divario economico con i principali campionati europei. Investimenti su nuovi stadi, una revisione del format e una strategia più incisiva sui diritti televisivi potrebbero rappresentare passaggi chiave per aumentare i ricavi e rafforzare la competitività internazionale. Solo attraverso una crescita strutturale e sostenibile il calcio italiano potrà ambire a tornare stabilmente ai vertici europei.



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