Rubriche : pompey calling
sabato, 28 marzo 2020, 15:14
di pablo galligani
Il Regno Unito si appresta a vivere un altro weekend di tristezza e sconforto, il terzo per la precisione, da quando i primi casi di Covid-19 si sono manifestati anche Oltremanica. Sarà anche il terzo fine settimana senza “the beautiful game”, con i pub chiusi, le pinte di birra vuote e gli stadi avvolti da un silenzio quasi assordante. Eppure per coloro che vantano qualche primavera in più degli altri lo stop forzato del campionato non è certo una novità.
Gli eventi atmosferici, le proteste dei lavoratori e le guerre (alla lista adesso possiamo aggiungere anche le pandemie) sono stati le cause per cui il calcio, e lo sport in generale, nel Regno Unito si è dovuto fare da parte ed attendere il corso degli eventi. Parlando di guerre facciamo un salto indietro nel tempo fino al 1914, il 4 agosto di quell’anno il Regno Unito dichiarò guerra all’ Impero Tedesco, di conseguenza tutte le federazioni dei vari sport (come rugby e cricket) decisero rapidamente di cancellare i loro campionati.
Tuttavia in un primo momento la Football Association non seguì l’esempio dei suoi colleghi ed il campionato continuò regolarmente, vuoi per la crescente popolarità che il football stava acquisendo ma anche per la pressione di alcune squadre per cui la cancellazione della stagione in corso avrebbe portato problemi economici non indifferenti (un po' come oggi). Sotto le pressioni di politici, stampa e figure pubbliche (tra cui Arthur Conan Doyle) i quali consideravano il calcio una distrazione inutile in un periodo in cui bisognava concentrarsi solo sugli eventi della guerra, la F.A. nel 1915 fu costretta a cessare la propria attività fino al termine del conflitto.
Dalle Isole Ebridi alla Cornovaglia partirono per il fronte giovani promesse calcistiche ed anche il Portsmouth FC dette il suo contributo alla causa bellica, ben 11 giocatori tra cui il capitano della squadra dell’epoca Arthur Knight andarono a formare il “Pompey Pals Battalions”, un battaglione che faceva parte dell’Hampshire Regiment e di cui si può trovare un memoriale fuori Fratton Park. Molti di coloro che lasciarono il calcio professionistico per il fronte non fecero più ritorno e quei pochi che sopravvissero furono così fortemente traumatizzati dalla guerra da non riuscire più a riprendere l’attività sportiva.
Nonostante ciò l’astinenza dallo sport per via del conflitto e la voglia di tornare alla normalità riportarono i tifosi sulle gradinate ed i calciatori in campo per la stagione 1919-1920, a dimostrazione che il calcio aveva, ha ed avrà sempre un ruolo importante nella società. Quando e come il football professionistico ripartirà in Inghilterra non è ancora dato saperlo, fare previsioni a questo punto sembra abbastanza azzardato anche in virtù del fatto che tutti i campionati delle serie non professionistiche britanniche sono stati cancellati. Accadrà lo stesso anche ai campionati professionistici? Come dice un proverbio inglese “tempo e pazienza sono due grandi medici”.
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