Rubriche : l'osservatore romano
lunedì, 15 settembre 2014, 13:32
di andrea pasqualitti
Inizio strano per il ritorno in Lega Pro della Lucchese. Prima partita inconcludente e noiosa, seconda partita intensissima e caparbia, la terza quasi la sintesi delle prime due suddivisa per i due tempi. Al ritorno a Porta Elisa dopo la cavalcata vincente di Gubbio, con una bella cornice di pubblico, la curva Cvest dodicesimo uomo in campo, ma con il neo del protrarsi dello scandalo riguardante la postazione disabili, sarebbe ora che qualcuno si prendesse delle responsabilità e che comunque società e Comune facciano l'impossibile per risolvere il problema in tempi brevi, visto che in un paese civile è aberrante vedere scene come quelle di ieri, con l'umiliazione per queste persone già provate dalla loro disabilità dover essere issate a braccia sugli spalti per poter vedere la partita che è un loro sacrosanto diritto.
L'inizio è scioccante, dopo un paio di minuti su una dormita generale Vittiglio si immola su una conclusione a botta sicura degli ospiti.La lucchese non riesce ad uscire dal colpo subito a freddo, ricomincia a tessere trame già viste con il Santarcangelo che non portano a nulla di fatto ad eccezione di un paio di occasioni velleitarie sventate da Pennesi, l'ex di turno che avrà modo nel secondo tempo di disimpegnarsi egregiamente in alcune parate, ma di risultare altrettanto irritante per le continue perdite di tempo sulle rimesse.
Di fatto la partita è in una fase di stallo con le squadre che giochicchiano a centrocampo, con il passare dei minuti aumenta il nervosismo, ne fa le spese Pagliuca espulso dall'arbitro, ennesimo episodio storto di una giornata iniziata male, l'infortunio di Strizzolo, che ne avrà per qualche settimana, in un momento in cui era in splendida forma e si stava calando alla perfezione nei meccanismi di squadra, il tempo di reclamare per un rigore simile a quello del vantaggio del Savona e nel momento migliore del primo tempo per le Pantere, come accade di solito nel calcio, c'è il raddoppio della squadra ospite.
A questo punto meglio aspettare l'intervallo, resettare il primo tempo e ricominciare come se si fosse al primo minuto.Nessuno saprà mai cosa ha detto realmente il Mister, ma come già accaduto nella trasferta di Gubbio preparata egregiamente, la squadra nel secondo tempo è di tutt'altra pasta.Praticamente e vado a memoria, gli ospiti nei secondi 45 minuti hanno passato il centrocampo un paio di volte, l'intensità, le giocate, i cambi di modulo e dei suoi interpreti e la voglia di Non Mollare Mai, hanno fatto il resto per i rossoneri.
Si è pressato su tutti i palloni, si è aperto il gioco sulle fasce ed è iniziata una pressione tale che il Savona non ha potuto far altro che subire ed arretrare il proprio baricentro. Posso anche bypassare le azioni, il rigore, il gol di Biasci all'ultimo respiro che a molti ne ha ricordato un'altro importantissimo di qualche mese addietro, per il semplice motivo che il risultato per come è venuto parla di un punto straguadagnato, parla di questi ragazzi che in tre partite hanno fatto cinque punti, che per una squadra che ne deve mettere cinque sotto, è un gran bel bottino e sopratutto ho visto quello che mi ha fatto, negli scorsi anni al seguito dei rossoneri, amare questi colori, la voglia di non mollare mai come la hanno avuta in questi anni tribolati le centinaia di tifosi che non hanno mai mollato la squadra e che con pazienza hanno atteso momenti di sereno nel pieno della tempesta.
Ecco, in conclusione il mio plauso e il mio pensiero va ai ragazzi scesi in campo che hanno già metabolizzato cosa vuol dire giocare nella Lucchese con la sua Storia centenaria e a tutte quelle persone sugli spalti, anche se spesso divise, polemiche, in lotta con il mondo intero, società, avversari, istituzioni, che però non hanno mai fatto mancare il loro incitamento alla squadra in ogni momento ed in ogni situazione e serie. Forza Pantera e un saluto da Roma.
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