Porta Elisa News
martedì, 31 ottobre 2023, 14:14
di alessandro lazzarini
Stupisce che Gorgone invochi la fiducia nei propri mezzi da parte della squadra proprio quando lui, per mancanza di fiducia in alcuni giocatori, l'ha stravolta. Contro il Pontedera, infatti, pur di non mettere in campo Quirini o Merletti ha preferito schierarsi con un modulo mai visto prima in gare ufficiali che per essere interpretato ha richiesto l'impiego fuori ruolo di 5-6 calciatori. E' vero che i due ragazzi hanno offerto prestazioni molto poco convincenti quando sono stati chiamati in causa, ma quanto meno il primo ha dimostrato una certa affidabilità disputando quasi interamente da titolare la stagione precedente e, comunque, le difficoltà di un singolo dovrebbero poter essere assorbite da un collettivo affiatato e rodato. Ci sarebbero state molte opzioni per salvaguardare le certezze della squadra, da Quirini centrale vicino a Tiritiello a quella di disporre sulle fasce Quirini stesso con Alagna a sinistra, come è successo per decine di partite nello scorso campionato, adattando De Maria al centro della difesa se proprio Merletti ha bisogno di ritrovarsi. Invece, pur di evitare di rivolgersi a uno dei due, abbiamo visto Alagna e De Maria improbabili ‘braccetti’ di una difesa a tre tenuta in piedi da uno stoico Tiritiello e sistemata solo dopo che gli ospiti sono passati in vantaggio e avevano già creato numerose palle gol abbastanza evidenti, Gucher mediano solitario, Cangianello mezz'ala offensiva fuori dalla manovra, Fedato a tutta fascia, Djibril emarginato a destra in una posizione dove si è dimostrato spaesato e Russo rimosso dal ruolo di vertice del centrocampo dove aveva dimostrato di essere devastante per le difese avversarie.
Tutti questi aggiustamenti, oltre a non aver fruttato molto in quanto a proposta di gioco, potrebbero in sé aver implicitamente comunicato ai giocatori una certa sfiducia nelle potenzialità difensive, producendo quella brutta squadra lunga e sfilacciata, col centrocampo che rinculava verso la difesa lasciando le punte da sole in un pressing effimero che, una volta aggirato, permetteva ai costruttori di gioco del Pontedera di avere molto campo a disposizione per pensare e lanciare verso la porta i propri compagni.
E' passata solo una settimana dalla bella mezz'ora giocata contro il Pescara che ci aveva indotto a suggerire all'ambiente fiducia nel gioco e nei concetti di Gorgone e siamo subito stati smentiti da due partite sconcertanti come quella contro il Rimini, svogliata da parte dei giocatori, e quella contro il Pontedera, dove sia l'allenatore che la squadra sono apparsi in confusione totale. Avevamo attribuito il crollo nella seconda parte di gara contro l'undici di Zeman all'inferiorità numerica, ma non sembrano esserci attenuanti per le ulteriori sconfitte, stavolta sopraggiunte con pieno merito degli avversari. Calendario alla mano, squadra e allenatore sono adesso nella condizione di doversi risollevare contro avversari piuttosto impegnativi, anche perché se la tendenza non verrà invertita la squadra potrebbe scivolare nei bassifondi della classifica. Nessuno chiede alla Lucchese chissà quali risultati, anche se è vero che l'avvio di campionato aveva fatto sperare di potersi proporre come sorpresa del campionato, quindi l'allenatore deve cercare di far rendere al meglio la rosa attualmente a sua disposizione; una rosa in cui l'efficacia dei titolari è molto diversa da quella delle riserve e dove i giovani vanno fatti crescere dandogli fiducia a patto di pagare qualche disattenzione. I giocatori per migliorare hanno bisogno di sentire la fiducia dell’ambiente, di non aver paura di sbagliare, tutti stati emotivi che è difficile raggiungere quando si vede che, pur di non essere mandati in campo, nel proprio ruolo viene adattato chiunque.
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