Porta Elisa News
venerdì, 17 marzo 2017, 14:19
di diego checchi
A presentare la sfida con il Pro Piacenza c'era il vice allenatore Daniele Cavalletto che per un'alternanza naturale ha sostituito per l'occasione, Galderisi. Con lui sono stati affrontati diversi argomenti, anche quelli più scomodi e scabrosi. Il mister padovano ha assicurato che questa squadra non ha mollato a livello mentale. Insomma, è un'intervista tutta da seguire e piena di significati importanti.
I risultati di questo periodo sono un problema tecnico o mentale?
“Credo che nel calcio ci sia anche una buona componente mentale. Però non significa mancanza di applicazione, bensì una gestione non corretta di alcune situazioni. Andando ad analizzare l'ultima gara, ci sono stati due o tre errori tecnici abbastanza gravi”.
Guardando la classifica. Questi ultimi risultati cominciano a preoccupare?
“Un po' di esperienza ce l'ho e credo che da sempre il girone di ritorno sia un altro campionato. Ci sono squadre che fanno una serie positiva di risultati e altre che vanno in difficoltà. Dobbiamo pensare di partita in partita e preparare bene la gara della domenica, senza preoccupazione ma con una grande attenzione. Adesso pensiamo al Pro Piacenza”.
Sembra ci sia una costante della squadra che è passata in vantaggio, un vantaggio non gestito e raggiunto da troppi gol nel finale.
“Questa domanda mi stimola: sono tre situazioni differenti tra Lupa Roma, Como e Prato. Hanno il solito minimo comun denominatore sugli errori simili. L'approccio c'è sempre stato ma poi commettiamo un errore. Errore che poi non riusciamo a ribaltare. Dobbiamo sicuramente cercare di crescere su queste cose, ma questo gruppo non può essere attaccato. Anche perchè è un gruppo che si è ripreso dopo l'inizio difficoltoso, dove ha sbagliato, ma senza mai mollare”.
Salvezza prima di tutto per mille motivi, ma i playoff non sono molto distanti dato che ci rientra anche la decima.
“Il nostro obiettivo è quello di salvarci, ma la nostra ambizione sono i play off”.
La salvezza a che quota sarà?
“Credo che quest'anno, essendoci una partita in più, credo che la salvezza si porti più a 43/44 punti rispetto agli altri anni”.
Che cosa teme del Pro Piacenza?
“Ricordo all'andata li prendemmo a pallonate e finì 0 a 0, ma da allora hanno puntellato la squadra con elementi d'esperienza. Rispettiamo le loro qualità, la loro organizzazione e il loro entusiasmo. Vengono da una serie positiva di risultati. Abbiamo preparato la gara con grande attenzione”.
Come si fa ad essere più incisivi davanti?
“Dipende da quale punto di vista si guarda questo aspetto. Abbiamo Bruccini che ha segnato 4 gol, De Feo ne ha fatti 6, Fanucchi pochi rispetto al suo standard ma ha giocato molto meno. Ricordo che Forte e Raicevic non vedevano la porta quando sono arrivati qui, ma con il lavoro e la disponibilità i risultati possono arrivare con tutti”.
Gli ultimi arrivati si stanno inserendo? Sono a un buon livello?
“Sì, a partire da Brusacà, per passare a Cannoni e proseguire con D'Auria e Raffini, li stiamo inserendo molto bene e a loro volta si stanno inserendo”.
Come mai Bragadin è retrocesso nelle gerarchie dato che lo scorso anno aveva giocato un ottimo finale di campionato?
“Direi che il cambio di modulo lo ha portato a doversi adattare. Il suo percorso di crescita è ancora in essere essendo un 1997 che è stato catapultato in squadra nelle ultime giornate dello scorso campionato. Avevamo pensato di mandarlo a giocare in prestito, ma così credo che sarà pronto per sbocciare l'anno prossimo”.
Il secondo portiere?
“Ronchi ha avuto un problema alla schiena, se starà meglio verrà con noi Nobile”.
Problemi di formazione?
“Abbiamo abbondanza nel reparto centrale dove chiunque giocasse farebbe bene. Un piccolo problema nel reparto del centrocampo con la squalifica di Nolè, abbiamo inserito qualche giocatore della Berretti, ma, tolti loro, abbiamo una scelta di 10 giocatori su 17 (tolti i portieri)”.
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