Porta Elisa News

Bacci e la Lega Pro: "Niente vecchi nomi o si mette a repentaglio la mia pazienza e quella di tanti presidenti"

giovedì, 24 settembre 2015, 09:32

di fabrizio vincenti

Manca poco più di un mese alla fine del commissariamento della Lega Pro. Tra i presidente della terza divisione più attivi nel provare a azzerare l'intera classe dirigente calcistica c'è proprio il mnumero uno rossonero. Che nei giorni scorsi ha scritto una lunga lettera aperta ai suoi colleghi, che molti hanno visto come la manifestazione della sua volontà di giocare un ruolo cruciale. Qualcuno sussurra persino che, se verrà cambiato lo statuto che impedisce ai presidenti di candidarsi alla guida della Lega Pro, Bacci potrebbe accettare la sfida. Ma il diretto interessato, per ora, smorza l'ipotesi. Senza escluderla. Del resto, in qualunque competizione elettorale, si fa così.

“Non ci ho mai riflettuto, le regole oggi non permettono ai presidenti di assumere questo genere di responsabilità. Credo di aver dato sempre il mio piccolo contributo come tanti altri colleghi e se dovessi spingere e correre per un altro collega sarei molto più presente e determinato; se pensano di scegliere nel mare del vecchio sistema o addirittura pensare ad un governo tecnico, si pone a serio rischio la mia pazienza e quella di tanti altri presidenti”.

A che punto siamo nel processo di rinnovamento?

“Siamo ad un punto zero ed in certi momenti siamo dei gamberi travestiti. Dobbiamo trovare il coraggio e la determinazione di voler fare un passaggio generazionale completo. Abbiamo una grande occasione da giocare sino in fondo”.

Come giudica l'operato del commissario Miele?

“L'operato di un uomo abituato ai numeri, alle regole e sicuramente all'onestà professionale ed intellettuale. Lui non è la soluzione alla Lega Pro, lui è la soluzione ad un bilancio trasparente ed in linea con le risultanze contabili”.

In una sua lettera aperta ai presidenti si è scagliato contro tentativi di scalata fatti dall'entourage di Mieli.

“Tutto è possibile, ma non potranno immaginare il mio consenso e quello di tanti altri”.

Tre urgenze da risolvere per continuare a far vivere la Lega Pro.

“La prima è riformare i campionati secondo regole nuove che il mio collega Toccafondi ha elencato più volte; la seconda è indispensabile, ovvero chiarire una volta per tutte la posizione di Francesco Ghirelli: abbiamo due dirigenti da pagare che esprimono una volontà politica precisa della governance precedente. La terza è fare le elezioni con la dovuta serenità e scegliere gli uomini che sono l'espressione dei nostri sogni”. 

Si è più volte espresso per una Lega Pro guidata da un presidente e non da un manager: che vantaggi intravede?

“Per me la Lega è come un'azienda e sfido qualunque imprenditore a non voler gestire l'organo amministrativo della propria azienda. La proprietà deve avere il timone della Lega”.

I presidenti però paiono divisi.

“I presidenti vogliono ordine, chiarezza, trasparenza, programmazione e serenità. Chiedono cose semplici ma fondamentali, dicono che non è giusto quello che è stato fino ad oggi; vogliono che il loro lavoro e quello delle loro società ritrovi il giusto riconoscimento”. 

Come si rompe con il passato, senza arrivare, in modo gattopardesco, a cambiare gli uomini ma non il sistema?

“Ho sempre chiesto attenzione a non fare le guerre fra uomini, ma a sviluppare battaglie sui contenuti: è il primo passo importante per il futuro”.

Molti si chiedono se il premier Renzi non voglia "metter le mani" anche sul calcio attraverso suoi uomini di fiducia.

“Renzi continua a mandare messaggi inequivocabili a tutti e continua a metter le mani ogni qualvolta i suoi messaggi vengono disattesi. Il calcio ha risposto più volte con parole di sfida e atteggiamenti di non approvazione; oggi comanda lui e forse qualcuno dovrebbe ascoltarlo con attenzione”. 




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