Porta Elisa News
giovedì, 5 febbraio 2015, 18:15
Acque agitata in casa Lega Pro. Dopo la bocciautura del bilancio della scorsa stagione e le polemiche che stanno infuriando da settimane tra chi pretende le dimissioni del presidente Macalli e nuove elezioni e chi ritiene si possa andare avanti così, oggi un altro segnale di quanto sia forte la spaccatura tra i club.
La riunione informale promossa da Macalli nella sede di Firenze ha visto partecipare solo una quindicina di rappresentanti di società su 60. Per quanto la Lega in un comunicato ufficiale parli di parecchie deleghe consegnate. Numeri comunque bassi, una scelta chiara di sfiducia verso l'attuale guida da parte di una fetta consistente dei club. Tra i presenti anche il presidente rossonero Andra Bacci che aveva recemente chiesto a Macalli un passo indietro con una lettera aperta. Oggi c'è stato un lungo faccia a faccia tra il presidente di Lega e il numero uno rossonero.
"L'ho detto e lo ripeto - spiega Bacci - non è una questione di nomi, ma di metodo. Macalli non ha più la fiducia e deve andare a nuove elezioni. Solo così si può iniziare a rinnovare il calcio. Se Macalli avrà ancora la maggioranza, giusto continui ma a quel punto legittimato a farlo. Certo la sua insistenza a non voler lasciare mi fa pensare. Se dovesse arrivare il commissariamento ne dovrebbe però rispondere. La riunione di oggi? Una buffonata".
"Ho avuto con il presidente Macalli - prosegue Bacci - una lunga conversazione in cui gli ho ribadito quanto gli avevo già scritto la scorsa settimana. Sono fermamente convinto che senza la fiducia delle società non sia possibile andare avanti. Impossibile nei consigli di qualsiasi istituzione far discutere emendamenti o provvedimenti importanti senza che il governo di quella stessa istituzione goda della meritata, necessaria e opportuna maggioranza».
"Il rischio è discutere su tanti argomenti spendendo tempo ed energia per ciò che non sarà mai approvato. Pertanto l’istituto dell‘assemblea di cui è stata richiesta urgente convocazione è sovrana per indicare una governance che goda di una importante maggioranza. Per quanto concerne invece la questione dei contributi né il presidente Macalli, né il direttivo e né tantomento Claudio Lotito possono ripetere che questi arriveranno grazie al loro lavoro, al loro impegno e ai loro rapporti".
"Se i contributi non arriveranno ce ne faremo una ragione e lascio immaginare a tutti quanti le conseguenze nelle sedi opportune a cui dovremo necessariamente rivolgerci. Il loro lavoro è un qualcosa di normale. I loro rapporti, i loro contatti, le loro amicizie sono il frutto di posizioni, di ruoli, di incarichi e di deleghe che hanno ricevuto con i voti dei Presidenti delle società. I contributi sono un atto dovuto e non un atto straordinario".
Il Consiglio Direttivo della Lega Pro, intanto, riunito nella propria sede, ha confermato per lunedì 16 febbraio alle ore 11 la convocazione delle società per il completamento dell'ordine del giorno dell'assemblea del 15 dicembre scorso, sospesa: approvazione criteri di ripartizione introiti derivanti da cessione diritti audiovisivi 2014/2015 e approvazione linee guida per la stagione sportiva 2015/2016; elezione di un Consigliere di Lega. E il bilancio non approvato? La guerra va avanti.
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