Porta Elisa News
giovedì, 4 aprile 2013, 21:57
La querelle sulla cartellonistica allo stadio sembra segnare, dopo parecchi giorni di tempesta, uno squarcio di beltempo. Nella giornata odierna la Lucchese si è incontrata con il responsabile dell'Ufficio Tributi del Comune, Roberto Valdrighi, da cui dipende la struttura che nelle scorse settimane ha omaggiato la società rossonera di un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta di pubblicità per la tutto meno che modica cifra di 135 mila euro, riducibili a 70 mila nel caso di pagamento a stretto giro di posta.
Nell'incontro, la società rossonera ha sottolineato come il calcolo effettuato poggi su basi molto ma molto fragili, facendo riferimento a una situazione della cartellonistica superata dal tempo e dai... fallimenti. Molti degli spazi pubblicitari conteggiati, infatti, non sono più stati venduti dai tempi della società di Giuliani e Valentini. Ricavi zero, ma il costo, dell'imposta di pubblicità, sarebbe rimasto. Non solo: alcuni dei cartelloni presenti nella parte alta della gradinata, tutt'ora presenti, non producono nessun reddito. In pratica non sono mai stati smontati. Di più: nel calcolo sono stati inseriti anche gli spazi pubblicitati esterni alla gradinata che non ricadono sotto la gestione della Lucchese.
Conti alla mano, dunque, le cifre sono destinate a essere sensibilmente ridotte, e la Lucchese, in questo senso, ha promesso di presentare ampia documentazione che comprova quanto dichiarato. Nel frattempo è stata preannunciata la presentazione di una "richiesta di attivazione del procedimento di accertamento con adesione",ovvero una richiesta per bloccare ulteriori iniziative entro i 60 giorni dall'invio della notifica di accertamento da parte del Comune. Sul tavolo dell'incontro è finita anche la mancata dichiarazione di inizio attività che l'ufficio non ha mai ricevuto dalla Lucchese: la società rossonera, avendo sottoscritto la convenzione per lo stadio aveva dato per acclarato che gli uffici comunali, tutti, avessero notizia della cosa. Ma con la burocrazia in agguato non sempre la mano destra sa quello che fa la sinistra.
Sul tappeto, al di là delle buone intenzioni emerse durante il colloquio, rimane comunque il meccanismo di calcolo dell'iposta di pubblicità. Per gli uffici comunali, quella del Porta Elisa, è un caso di pubblicità permanente, per la Lucchese no. La società di Giannecchini e soci, infatti, sottolinea, non senza ragione, come non sia congruo palrare di pubblicità permanente, al pari della cartellonistica stradale, visto che lo stadio rimane aperto poche decine di giorni l'anno e peraltro per poche ore ogni volta. Se dovesse passare la linea della pubblicità permanente, potrebbero essere dolori per le casse rossonere e per i rapporti ancora non distesi tra la società rossonera e l'amministrazione Tambellini.
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