Primo maggio anomalo, la nota dei sindacati: "Perché il Comune di Lucca ha scelto certi criteri nell'assegnazione delle risorse?"

giovedì, 30 aprile 2020, 17:53

Un primo maggio anomalo, senza calate in piazza, cortei, manifestazioni, contrassegnato da incertezze e allucinanti certezze, come le mille domande di cassa integrazione in provincia,  altre 700 in deroga, per un totale di oltre 10mila lavoratori a casa, molti dei quali ancora in attesa dell'assegno. Sono i segretari dei sindacati confederali Cgil Cisl e Uil, rispettivamente Rossano Rossi, Massimo Bani e Giacomo Saisi, a fare il punto della situazione. “La ripartenza ci deve essere ma la strada deve essere quella della sicurezza e anche quella dell'assegnazione delle risorse – sottolinea il segretario generale Cisl Toscana Nord, Massimo Bani – deve essere nella direzione della premialità. Mi chiedo se il Comune di Lucca abbia adottato questo criterio quando ha stanziato  12 milioni per le imprese: ha considerato se sono in regola con il pagamento delle tasse e con gli adempimenti in generale? Perchè altrimenti si apre la strada a un doppio dumping che andrà a uccidere le imprese serie. E a rimetterci saranno ancora una volta i lavoratori. Purtroppo come parti sociali non siamo stati convocati attorno a quel tavolo, e non se ne comprende il motivo”. Due note stonate, anche secondo il segretario Cgil, Rossano Rossi: “Mentre in Mediavalle e in Garfagnana gli amministratori hanno avuto la sensibilità di coinvolgerci, in altri Comuni, come quello capoluogo, non abbiamo potuto confrontarci  e dire la nostra– sottolinea Rossi -. Il secondo aspetto che stride è che a livello provinciale si contano sulle dita di una mano le piccole aziende hanno messo in atto protocolli di sicurezza specifici, declinando sulla propria realtà e le proprie caratteristiche, le indicazioni arrivate dal Governo. Sarebbe opportuno che le risorse fossero legate proprio alla sottoscrizione dei protocolli. Questo primo maggio riporta al centro la lotta dei lavoratori”. Una data, quella di domani, comunque avvolta da nebbie. “Resta il problema della cassa integrazione non ricevuta da parte di tanti lavoratori che faticano a arrivare a fine mese – spiega Giacomo Saisi, segretario Uil -. Dopo una prima fase di paura, in cui erano i lavoratori stessi i primi a non voler rientrare in azienda oggi c'è la voglia di farlo, perchè il cittadino ha imparato a comportarsi, a osservare le regole. Ma è importante che la parte datoriale collabori per i protocolli di sicurezza anche nelle piccole imprese, come invece è avvenuto da subito per le realtà più strutturate. Lucca è fortunata: con le cartiere e  le industrie meccaniche legate alla carta ha potuto lavorare anche durante l'emergenza e lunedì tornerà sul pezzo anche il comparto edile. Ma sicurezza e misure di sostegno  sono imprescindibili”.  



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