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Montanari, indimenticabile ex: "Vincere a Lucca ha avuto un sapore diverso"

mercoledì, 3 novembre 2021, 14:44

La trasmissione Corner Corto ha avuto un grande seguito e il merito è stato tutto dell’ospite importante che è intervenuto in diretta. Stiamo parlando di Marcello Montanari, difensore mai dimenticato della Lucchese di Orrico ma anche di quella della Serie B. Ricordiamo che Montanari ha chiuso la carriera nei professionisti proprio a Lucca. Con lui sono stati snocciolati un sacco di aneddoti ed è stato molto emozionante sentirlo parlare. Montanari ha prima parlato del presente e di quello che pensa sulla Lucchese attuale: “Ero a vedere la partita a Reggio Emilia – ha iniziato Montanari – e devo dire che a favore della Lucchese c’erano due rigori e un’espulsione e mezzo. È chiaro che il valore della Reggiana è diverso da quello dei rossoneri, ma intanto se sullo 0 a 0 veniva assegnato un rigore, la gara poteva cambiare. Il secondo, poi, è stato clamoroso. Comunque al di là di questo, sono convinto che la Lucchese potrà fare il suo campionato tranquillo per ottenere la salvezza e poi chissà, per puntare a qualcosa di più se tutte le cose andranno bene perché guidata da un tecnico con idee di gioco come Pagliuca e questo lo si vede molto bene”. 

Colpa degli arbitri?

“Siamo in Serie C e ci sono arbitri giovani che potranno fare carriera o arbitri scarsi che non arriveranno mai. Questa cosa fa parte della categoria e sento lamentare tutte le società degli arbitraggi. Una squadra deve sperare non gli capiti un episodio a sfavore”.

A Lucca ha vinto un campionato indimenticabile.

“In carriera ho vinto anche altri campionati oltre a quello di Lucca, ma vincerlo a Lucca ha avuto un sapore diverso. Sapete perché? Perché tutte le componenti remavano dalla stessa parte. Stampa, tifosi, squadra e società. Per me è stata un’emozione unica e ricorderò Lucca sempre con piacere. Sono stato sei anni nella vostra città e ho ancora tanti amici e Lucca fa parte della mia vita”.

Qual è stato il ricordo più bello di Lucca?
“Di ricordi ne ho tantissimi ma credo che la partita più bella sia stata la finale di Coppa Italia vinta a Palermo e il fatto che quando arrivammo a Lucca non riuscivamo nemmeno ad entrare allo stadio per il bagno di folla che c’era a festeggiare. Ci mettemmo un’ora a fare pochi metri. Un ricordo indelebile che mi portò sempre dentro”. 

Mister Orrico che tipo era? 

“Il mister era un innovatore del calcio. Ci sfondava di lavoro ma tutti noi uscivamo dal campo contenti perché alla base di tutto c’era l’affiatamento tra di noi e l’amicizia che avevamo instaurato. Non ci pesava nemmeno fare il peso o le famose salite di Alcide. Facevamo cose che nel calcio di oggi sono improponibili essendo il calcio cambiato sotto tutti gli aspetti”. 

Ma è vero che fu Orrico a portarla a l’Inter?

“Sorrido perché avevo già firmato prima del mister e quindi potrei dire di essere stato io ad aver portato lui all’Inter… a parte di scherzi, andai indipendentemente da lui, poi, magari, i contatti c’erano già. Poi venne anche lui a Milano”. 

Ma perché l’avventura di Orrico all’Inter durò così poco?

“Semplice da spiegare, perché Corrado Orrico era ed è un allenatore che non accettava e non accetterà mai compromessi. Invece, quando ti trovi in una società come l’Inter e con dei campioni del mondo di fronte, forse bisogna essere un po’ più malleabili. Ricordo che ci fu un litigio con Klismann nello spogliatoio e siccome c’erano anche Matheus e Breheme, non se ne mise contro uno ma addirittura tre. Quindi fu tutto più difficile”.

Tornando alla Lucchese, spera di tornare un giorno? 

“Se mi chiamassero anche ad allenare i pulcini, tornerei di corsa. Per la Lucchese farei di tutto. Dentro la Lucchese di adesso ho anche degli amici come Bruno Russo e Daniele Deoma, ma per come sono fatto non vado di certo a propormi o a chiamarli. Non sono abituato a fare queste cose”.

Secondo lei perché ci son ostati tre fallimenti in così pochi anni?
“Perché, evidentemente, i presidenti non hanno capito quello che avevano in mano. Non si può paragonare al calcio di adesso quello che hanno portato avanti Maestrelli e Grassi 30 anni fa. Perché è cambiato tutto. Io posso dire che la Lucchese deve essere orgogliosa della società che ha adesso perché è composta da persone appassionate serie e competenti”.



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