Mondo Pantera
giovedì, 8 settembre 2016, 15:40
di fabrizio vincenti
Quattro minuti alla fine, in quella che ancora oggi si chiama zona Cesarini. Diecimila persone in uno stadio praticamente zeppo, decisamente diverso da come lo vediamo ora praticamente in tutti i settori, visto che poi al Porta Elisa i lavori, da quel 23 marzo 1986, si sono ripetutamente succeduti.
Quattro minuti alla fine e una gara, contro quella che sembrava l'avversaria da battere, che non si sblocca. In quel lontano Lucchese-Alessandria di trenta anni fa c'è un pezzo di storia rossonera, con Gaetano Salvi, per tutti Tano, che regalò l'ennesima perla di bravura, con una millimetrica punizione quando ormai un po' tutti si attendevano uno zero a zero che avrebbe lasciato immutate le distanze.
in quel campionato, il secondo dell'era Maestrelli, la Lucchese non può sbagliare: deve riuscire a togliere finalmente le tende dalla serie C2, in cui era sprofondata nel 1979, e rilanciarsi nelle categorie che contano. Ma sulla sua strada sono in tre a provare a sbarrarle il cammino: Spezia, Pistoiese e Alessandria, con i grigi che per lungo tempo sono i rivali più pericolosi solo sul finire del torneo rallenterà la marcia arrivando quarta.
Ma quel 23 marzo gli occhi di tutto il girone sono al Porta Elisa. Il risultato non si sblocca, poi ecco un fallo sul vertice sinistro, sotto la curva Ovest, ai danni di Donatelli. E' la zona di Salvi, da quelle parti ha fatto più volte male, e lo rifarà anche nella partita decisiva per la promozione di Civitavecchia. Complessivamente saranno cinque le sue reti: tutte pesantissimie. Confabulano lui e De Poli, una rivelazione nel ruolo di libero voluta da mister Melani, poi rimane solo il baffo livornese sul pallone.
Lo stadio trattiene il respiro: solo una sua magìa può regalare la vittoria ai rossoneri. Si aggiusta i calzettoni, si piega sulle ginocchia, il suo numero undici sulla schiena viene fisssato da ventimila occhi. Parte. Il passo felpato, il suo passo, quello che anche la domenica prima aveva preceduto il suo gol a Tortona. La corsa. L'impatto. L'effetto. Il solito: imparabile. La palla si poggia quasi docilmente nell'angolino alla destra di Beccari, che si protrae ma nulla può. Salvi ha colpito, il Porta Elisa esplode. Il boato è terrificante, viene udito a grande distanza dallo stadio. Pochi minuti di bolgia finale per fissare l'1-0 nel triplice fischio: l'Alessandria è un pugile al tappeto quasi sul suono del gong. La marcia verso la serie C1 può continuare: si concluderà a 46 punti con il trionfo di Civitavecchia. Dietro, lo Spezia, a 43, Pistoiese e Alessandria a 41. La Lucchese e i suoi tifosi possono sognare. Le successive gare con i grigi, non molte in verità, saranno vissute sempre nel ricordo di quella partita. Da cuore in gola. Da lacrime di gioia.
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