Galleria Rossonera

Un lucchese adotttivo in bianconero

foto: noitv

venerdì, 10 maggio 2013, 11:09

di diego checchi

Sergio Carnesalini va a ruota libera e fa capire a tutti come bisogna reagire dopo un infortunio. Testa sulle spalle e grande voglia di sacrificarsi, sono queste le due cose che hanno sempre accompagnato il terzino destro che, attualmente, è sotto contratto con il Viareggio ma che purtroppo, per la rottura del tendine di achille, non può aiutare i suoi compagni in questo finale di stagione. Lo intervistiamo telefonicamente e le sue parole vengono scandite molto bene e fanno riflettere: “Dopo un infortunio come il mio, non resta altro che rimboccarsi le maniche e reagire, mi concentro su quello che devo fare giorno dopo giorno senza pensare a quello che succederà più in là. Non penso né a smettere né a continuare a giocare, voglio solo recuperare da questo guaio nei tempi giusti e con la massima tranquillità. Ho iniziato a fare le riabilitazione a Pistoia, da Giorgio Datteri e ora mi concentro su questo”.

Ci può spiegare la dinamica dell’infortunio?

“Giocavamo ad Avellino e si andava verso la fine del primo tempo quando, durante un movimento, ho sentito il tendine d’achille saltare. Mi sono reso conto subito della gravità dell’infortunio ma ho avuto la fortuna di non sentire molto dolore”.

Cosa le hanno detto sui tempi di recupero?

“Da un’operazione normale al tendine d’achille, di solito si recupera in 5 o 6 mesi ma il mio intervento è stato più complesso perché oltre che a suturare il tendine hanno dovuto riancorare l’inserzione”.

Durante questo brutto momento, che le è stato vicino?

“Devo dire di aver imparato ad apprezzare tante cose a cui prima non facevo caso: tutti i miei compagni e la società, ma anche la gente di Viareggio mi è stata vicina e questo mi ha fatto sentire bene”.

In questa stagione sportiva, abbiamo notato che tanti atleti si sono rotti il tendine d’achille…

“L’ho notato anch'io, da Zanetti a Kobe Bryant senza scordarsi di De Jong e di un mio ex compagno hanno avuto questa sventura, sono in buona compagnia…”.

Ma cosa sta succedendo al Viareggio?

“Eravamo partiti bene in campionato ma poi ci siamo cacciati in una situazione un po’ difficile ed inaspettata. Ci manca una partita alla fine del campionato e può succedere ancora di tutto: o ci salviamo o i play-out”.

Cosa ricorda delle sue stagioni a Lucca?

“A livello sportivo non ho avuto grandi soddisfazioni ma, quando sono sceso in campo, ho sempre dato il massimo e questo fa sì che non abbia rimpianti. Per quanto riguarda le questioni extra calcistiche, a Lucca ho deciso di viverci e convivo con una ragazza della vostra città”.

Cosa le piace della città di Lucca?

“Io vivo in periferia e apprezzo molto gli spazi verdi che ci sono, visto che sono cresciuto in un appartamento… e poi, la quiete che rispecchia un po’ il mio carattere. L’altra faccia di Lucca è il centro storico che ha il suo fascino ed è molto bello”.

Tornando al calcio, ha dei rimpianti della sua carriera?

“No, perché quanto mi guardo allo specchio so di aver sempre dato il massimo. All’inizio della mia carriera ero un giocatore da Serie C ma negli ultimi anni credo di aver fatto cose migliori e chissà se non avrei meritato palcoscenici diversi”.

Cosa ha in mente di fare nel dopo carriera?

“Mi piacerebbe rimanere nel calcio, questa è la cosa che ho fatto sin da bambino. Forse mi vedrei un po’ più sul campo che dietro ad una scrivania ma dipenderà dall’evolversi di tante situazioni. Comunque, il rettangolo verde è tutto per me”.

Un augurio per la Lucchese…

“Intanto spero che possa finire bene questa stagione. So che i tifosi sarebbero voluti andar su direttamente ma in questo campionato, la squadra rossonera non ce l’ha fatta. Partecipava ad un girone difficile dove c’erano molte squadre blasonate anche se poi in campionato è stato vinto da una sorpresa come il Tuttocuoio. Al di là di questo, la piazza di Lucca merita almeno la Lega Pro”.

 



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