Detto tra noi
lunedì, 11 febbraio 2019, 07:10
di fabrizio vincenti
Non apparteniamo, per indole e storia, alla vasta schiera dei complottisti. Anzi, l'atteggiamento di chi fa della dietrologia uno stile di vita ci fa sorridere. E nel calcio, sentire chi afferma che è tutto truccato, tutto deciso a tavolino, tutto irrimediabilmente indirizzato, e poi si presenta domenicalmente allo stadio, ci lascia senza parole. Chi glielo fa fare di andare ugualmente, spendendo fior di quattrini, se sanno già come andrà, se sanno che la Juventus, o chi per essa, vincerebbe comunque, se la più forte, in ogni categoria, ha il palazzo e gli arbitri dalla sua? E' un atteggiamento che supera il limite dell'autolesionismo.
Ma, come ha scritto sulla nostra pagina Facebook ieri un lettore, "tifosi sì, scemi no". E allora va detto a chiare note che cominciano a essere troppi gli episodi che, guarda caso, remano contro la Lucchese. Non citiamo uno per uno quelli arbitrali: ci limitiamo a ricordare quanto visto nella gara di andata e di ritorno proprio contro il Gozzano. Errori macroscopici. Valutazioni da lasciare a bocca aperta. Atteggiamenti decisamente inappropriati per la categoria. L'elenco è lungo e va oltre la doppia sfida contro i piemontesi. Nessuno pensa che qualcuno alzi il telefono e inviti a favorire questo o quello, almeno noi non lo pensiamo minimamente. A volte basta solo incrociare gli arbitri meno esperti, meno preparati, meno in forma. Peraltro è una legge non scritta: i migliori vanno a arbitrare le squadre migliori. Senza dimenticare anche il referto contro l'Alessandria con le valutazioni fatte da terna e commissari di campo. Cosa è successo lo hanno visto tutti, a pagare, di fatto, è stato uno solo.
Proprio colui, l'allenatore rossonero, che è stato oggetto di un violento attacco da parte del presidente della Lega Pro Ghirelli, ancora una volta ritagliatosi le vesti di fustigatore dei costumi, lui da 30 e passa anni nel mondo del calcio, che, citiamo testualmente, disse: "Sono certo che il giudice sportivo assumerà i provvedimenti che una situazione del genere merita. Mi auguro, altresì, che anche la società Lucchese non assista ma intervenga". Un'entrata a gamba tesa, condita da accostamenti a tragedie mondiali di dubbio gusto. Peraltro, Ghirelli lasciò una spiacevole impressione anche con la sua visita a Lucca ai primi di gennaio. E ai media nazionali non perde occasione per accostare la situazione della Lucchese a quella di altri club messi decisamente peggio e per i quali ancora non è stata trovata soluzione. Lo stesso continuo invito a parlare di penalizzazioni e multe da pagare ci pare improprio.
Non possiamo, di certo, passare per difensori della gestione Moriconi, che peraltro trova da sempre indefessi sostenitori, ma sulla fideiussione la vecchia (ma ancora ben presente) proprietà non ha tutti i torti. Vero che ha presentato in ritardo la seconda fideiussione, vero che è stato fatto il solito casino e date le solite informazioni scarse e contraddittorie, vero tutto. Ma una seconda fideiussione è stata depositata e pagata. Anzi, si dice addirittura anche una terza, poi mai rilasciata. E, bene non dimenticarlo, c'è ancora un giudizio, anzi tre gradi di giudizio, per definire se questa fideiussione è adeguata o meno. Ghirelli, invece, proprio come su Favarin, scavalca i giudici e tira le conclusioni. Dando per scontato l'esito. Un atteggiamento a dir poco forzato, sicuramente poco rispettoso dei giudici che dovranno valutare e che lo faranno a breve in controtendenza con i tempi di solito elefantiaci. La Lucchese, sinora, bene ricordarlo, è stata solo deferita, dunque deve subire un processo sportivo: non è già condannata. A meno che non sia già tutto deciso. E in quel caso la puzza di bruciato comincerebbe a essere intollerabile. La Lucchese e i suoi tifosi meritano rispetto.
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