Detto tra noi
lunedì, 2 maggio 2016, 12:08
di fabrizio vincenti
Il destino è nel segno dei giovani. Se ne volevate una riprova, eccola. La Lucchese trova il gol salvezza grazie a Bragadin e badate bene: un pari a L'Aquila con i risultati sorprendenti, e non aggiungiamo altro, dagli altri campi, avrebbero reso necessaria, a tutti i costi, la vittoria con la Carrarese. Mica scontata. E, invece, al termine di una gara per certi tratti sconcertante, è uscito lui, Andrea Bragadin. La sua zampata a centroarea ha spalancato la conferma della categoria, dopo un anno a dir poco senza sussulti, eccezion fatta per il valzer in panchina. Per il resto, davvero zero gioie, davvero zero sogni, davvero zero emozioni. Zero. Per quanto, sia chiaro, la salvaguardia della categoria non possa essere fatta passare in subordine. Tutt'altro.
Certo è che con le premesse estive, però, parlare di fallimento totale ci pare il minimo. E in tanti si dovrebbero interrogare, mentre dobbiamo dire grazie a questo ragazzo classe 1997, da due anni in rossonero, dove è arrivato dal Capostrada, portato da mister Niccolai insieme a Cristofan, Giusti e Pavi. Dicono che abbia un futuro e noi glielo auguriamo di cuore. Nel frattempo, non possiamo non sottolineare le analogie con un gol, anche quello a tempo scaduto e con chiaramente ben altro pathos di Tommaso Pecchioli a Correggio. I giovani, ancora una volta, hanno tenuto a galla la Lucchese. Dai vecchi, onestamente, salvo poche eccezioni, ci attendevamo di più.
Ora, archiviato questo torneo, si tratta di dar vita a qualosa di serio. Crotone. Cittadella. Carpi. Frosinone. Pordenone. E potremmo continuare. Il calcio italiano, in questo momento, ha praterie anche per realtà non di primo livello. Basta saper programmare. Basta far le cose perbene. Basta crederci. Basta scegliere le persone giuste. E naturalmente investire. Lucca ha bisogno di tornare a sognare. E non è un caso che tutti si siano raccolti intorno a mister Galderisi. Servono persone che aiutino a far crescere questo sogno, senza necessariamente riazzerare tutto. Ora la palla passa alla società. che non sprechi l'occasione. E, a proposito di occasioni, a L'Aquila erano presenti solo i soci lucchesi. Nessuno di coloro che detiene cariche di rilievo e che fa base a Rignano. Dopo Teramo, anche a L'Aquila, in gare cruciali per la salvezza, la squadra era praticamente in autogestione. Un'altra occasione perduta, nonostante i chilometri non fossero pochi. In Albania i matrimoni vengono festeggiati per una settimana, a Rignano le feste promozione durano quindici giorni?
giovedì, 4 giugno 2026, 14:32
In tanti tifosi ci chiedono sviluppi, novità, acquisti: a tutti rispondiamo nella solita maniera, ovvero che non abbiamo elementi, se non la certezza che questa società si adopererà per il meglio per allestire una formazione in grado di giocarsi le sue carte nel prossimo campionato di Serie D.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.