Detto tra noi

L'orgoglio di sventolare la bandiera rossonera

venerdì, 28 agosto 2015, 15:37

di fabrizio vincenti

Di questo precampionato trascorso tra amichevoli poco significative e in attesa del completamento della rosa, avvenuto proprio in queste ore, ci resteranno tre immagini. La prima è quella di Francesco Baldini. Il suo sorriso aperto, la sua vogla di fare, la feroce intenzione di realizzare nella "sua" Lucca un altro passo professionalmente importante della sua carriera, appena agli inizi, da allenatore. Il destino a volte è proprio strano: Baldini è nato calcisticatamente a Lucca e qui, ancora una volta, ha l'opportunità, dopo aver girato mezza Italia, di lanciarsi come tecnico nel calcio che conta. Quali misteriosi, ma affascinanti, giri di giostra ci regala la vita. Che proabilità c'erano che proprio Lucca gli offrisse la prima panchina da professionista dopo avergli offerto, tanti anni fa, il primo contratto da giocatore professionista? 

La seconda immagine è quella di Giovanni Galli. Una vita nel calcio che conta. Una carriera da top players. Conoscenze in tutto il mondo pallonaro. Grandi capacità davanti alla telecamera nelle vesti di commentatore, ma gli mancava il campo, il calcio vero, da troppo tempo. E qui a Lucca, dopo un primo anno, vissuto però da ottobre in poi, cerca nuovi stimoli e nuovi risultati. Ha una gran voglia di far bene e in quest'estate si è visto chiaramente quanto voglia lasciare un segno. Usando un'espressione abusata, si potrebbe dire che il progetto è prima di tutto davvero suo. Ha fame di successi, una caratteristica del resto comune a chi è arrivato a alti livelli, e l'ambizione di provarli a centrare.

La terza immagine, della sera della presentazione, ci ha commossi. Guardare come sventolavano la bandiera rossonera alcuni ragazzini del settore giovanile e delle società legate alla Lucchese, è stato bellissimo. Uno sventolio continuo, orgoglioso, convinto, compiaciuto e soddisfatto.  Si vedeva bene che si sono sentiti anche loro protagonisti di questa nostra storia che va avanti da 110 anni. E che continuerà a andare avanti dopo di noi. In quelle mani, orgogliosamente, c'era il futuro. Rossonero. Su quel campo che dal 1934 è la nostra casa. Bellissima.  



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