Detto tra noi
venerdì, 20 giugno 2014, 07:40
di fabrizio vincenti
Con modalità che ricordano da vicino quanto successo la scorsa estate, la Lucchese si sta muovendo. Piano, ma si sta muovendo. E la direzione, tutto sommato, è quella giusta. L'assemblea dei soci di mercoledì scorso ha consegnato una fotografia decisamente più nitida della società rossonera. Fuori chi di fatto lo era già da tempo, dentro tutti gli altri. Con Bacci che è ora realmente e formalmente azionista di maggioranza, e con i soci lucchesi che non indietreggiano.
C'erano preoccupazioni circa la capacità dei soci della zona di riuscire a fare fronte agli impegni anche per la prossima stagione, una stagione decisamente più onerosa di quella appena conclusa. E invece, nonostante nella compagine sociale vi siano imprenditori di piccole o al massimo medie dimensioni, praticamente nessuno si è tirato indietro. E' un segnale molto importante, una conferma della disponibilità di questo gruppo di "pazzi" che solo tre anni fa ebbero la forza, trovando poi alcuni compagni di strada, di credere nel sogno di non far sparire il calcio a Lucca.
Se a questo gruppo di volonterosi si affiancassero altri imprenditori locali sarebbe un bel risultato in quel lungo cammino che deve riportare la Lucchese al centro della città e del suo territorio. Sarebbe la riprova di un radicamento crescente e, per molti versi, sarebbe pure una novità, visto che l'inprenditoria locale è stata sempre a dir poco pavida nei confronti della squadra della città.
Rafforzare la componente lucchese vuol dire, a nostro avviso, dare più forza e radicamento anche al presidente Bacci. Che, bene ripeterlo, sinora ha mantenuto quello che aveva promesso. Non lasciarlo solo è un bene per tutti. E le polemiche, anche dure, che ci sono state nello scorso cda, sia pure silenziate da dichiarazioni di circostanza, non levano nulla al ragionamento. Si può anche litigare, ma, alla fine, l'obiettivo dev'essere quello di rendere più solida e forte la Lucchese. Senza pensare che la ragione stia da una parte sempre e per forza.
La Lucchese, sottotraccia, sta anche strutturandosi. L'arrivo del segretario Badii è un tassello importante. Di lui parlano bene tutti. Non crediamo sia per caso. Ma passi in avanti sono stati tracciati anche nei rapporti con il Comune. Complice la vittoria in campionato, lo stesso sindaco Tambellini pare più ben disposto verso la Lucchese e la nomina ad assessore allo Sport di un tifoso vero e non occasionale come Celestino Marchini, uno che la domenica, pioggia o sole che sia, lo trovate al Porta Elisa, è un buon segnale.
C'è da augurarsi che, tempi comunali permettendo, si arrivi alla svelta alla definizione di tutte le partite aperte con palazzo Orsetti. Tra cui i lavori ai serrvizi igienici della curva: senza di essi, niente riapertura della Ovest. Senza considerare la questione fondamentale dei campi di allenamento del settore giovanile. Lavor davanti ce n'è a iosa. E in questi giorni ci sarà ache da definire tutti i passaggi per l'iscrizione alla Lega Pro. Fideiussione compresa.
Come lavoro a carrettate c'è sotto l'aspetto tecnico. A nostro avviso siamo in ritardo. La posizione di Bruno Russo, dalla quale a nostro avviso non si può prescindere per l'allestimento di una squadra in grado di salvarsi onorevolmente nel prossimo campionato, non è stata ancora del tutto chiarita. E' confermato, ma c'è ancora da definire che tipo di budget possa avere a disposizione e quali saranno i rapporti, le competenze e i rispettivi ambiti con Giorgio Rosadini. Un passaggio chiave per permettere a Russo di lavorare come sa. E per mettere a disposizione del riconfermato mister Pagliuca una ciurma di pirati in grado di assaltare i bastimenti che traverseranno i mari della Lega Pro. E, a proposito di Lega Pro, permetteteci due parole su Pino Vitale. E' un professionista, un grande professionista, e come tale giusto vada dove ritiene vi siano le condizioni per fare bene, ma vederlo sotto la torre storta, pardon pendente, ci ha fatto un po' tristezza. Più per lui che per noi. Restiamo dei romantici. Almeno noi.
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