Detto tra noi

Io progetto, tu progetti, egli progetta, noi progettiamo, voi progettate, essi (i tifosi) vanno via

giovedì, 26 settembre 2013, 14:50

di fabrizio vincenti

Non ci siamo. Non ci siamo proprio per niente. L'ultima vicenda del mancato arrivo di De Luca, unita alla ennesima figura penosa fatta dalla società che alle ore pari sceglie di fare una cosa e alle dispari fa il contrario, segnano un altro scalino nella discesa della credibilità dell'attuale compagine rossonera. E lo segnano per un problema molto semplice: perché al di là del mancato arrivo del giocatore, anch'esso già a Lucca e rispedito via, si evidenziano due problemi uno più grosso dell'altro.

In primis quello della conduzione societaria e del mercato. Le buone parole sono durate lo spazio di un mattino ancora una volta. Quello che come operazioni di mercato Bruno Russo prova a concretizzare, viene smantellato con grande puntualità dal direttore generale Giorgio Rosadini. Va avanti così da luglio con una serie di equivoci, quando comici quando davvero imbarazzanti. Quando tutti e due. Il risultato è che la Lucchese è di fatto paralizzata. 

E la paralisi, naturalmente, parte dai piani alti, anzi altissimi, dove probabilmente non si hanno le idee chiare su come affrontare questo campionato. Da un lato l'intenzione sarebbe di vincerlo, dall'altro, fatti alla mano e pure alcune dichiarazioni pubbliche, sembrerebbe non una priorità. Ogni opinione è naturalmente rispettabile. Ma, per quanto ci riguarda, come abbiamo già avuto modo di scrivere, è un errore a dir poco madornale. Forse esiziale. 

Non è possibile immaginare di riavvicinare tifosi e ricreare un entusiasmo intorno alla Lucchese su queste basi. Non solo. Non è nemmeno, per motivi che abbiamo già descritto, possibile ipotizzare un serio rilancio del settore giovanile in queste categorie. Di più. E' inaccettabile sentire parlare di programma a lunga gittata se per questo si intende l'ipotesi di ritornare nei professionisti solo tra anni. E' davvero non avere compreso nulla di cosa è Lucca e la Lucchese. E' persino comico, considerando la qualità delle squadre che sono attualmente in Lega Pro 1. Altra cosa, naturalmente, è parlare di programma a lunga gittata per quanto riguarda la strutturazione di un importante vivaio o il raggiungimento di categorie ancora superiori. In quel caso servono anni. Vero.

Ma la sensazione, dopo l'ennesimo ordine e contrordine in tema di mercato, è davvero brutta: questa società è bicefala e, cosa ancora più grave, probabilmente non vuole tentare a tutti i costi il salto di categoria, al punto da non rinforzare un reparto che persino i frequentatori di un campo parrocchiale hanno visto come molto carente nella qualità. Progetto è una bella parola per quanto stra abusata e noi, da queste parti, lo sappiamo bene e purché non sia talmente dilatata nel tempo da veder la luce quando la Lucchese sarà ormai patrimonio di nessuno o quasi.

Ai soci, e prima di tutto a quelli lucchesi, chiediamo chiarezza. Sin da subito. Abbiamo sempre detto che avremmo giudicato la società sui fatti e solo su quelli. Oggi hanno il segno negativo. Bene si dia una mossa prima di rimanere travolta dal peggiore dei mali. L'indifferenza di un'intera città per la propria squadra.



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