Detto tra noi

Porta Elisa... lontano da Lucca

sabato, 22 giugno 2013, 07:10

di fabrizio vincenti

E' un'estate più complicata del previsto, tanto per cambiare, quella in casa rossonera. L'arrivo di una nuova compagine sociale non pare riuscire a riservare serenità all'ambiente. Risolto un problema, eccone un altro all'orizzonte. Sul marchio e logo della Lucchese Libertas, ad esempio, ci pare che la società non abbia fatto tutto il possibile per capire quanto i tifosi tenessero al ritorno degli storici simboli sulle maglie. Sottovalutazione? Problemi più urgenti da risolvere? Tutto probabilmente vero, ma non toglie nulla al fatto che la Lucchese ne esce male dalla vicenda. Ci sarà tempo per rimediare ma è un autogol. Cartellino giallo.

Non di autogol, invece, si può parlare nei rapporti con il Comune di Lucca. E' una situazione paradossale, grottesca, che dà la dimensione precisa di quanto Tambellini e soci se ne sbattano della principale società cittadina. La realtà è tutta qui. Siamo in presenza di amministratori totalmente insensibili. Talmente insensibili, da arrivare a pensare che le centinaia di migliaia di euro che la nuova società vorrebbe investire sul Porta Elisa e sulle altre strutture comunali a disposizione della Lucchese fossero praticamente a fondo perduto. Per capire: sarebbe come se voi inquilini apportaste migliorie sostanziali, di straordinaria manutenzione e il vostro proprietario di casa vi dicesse: bene, grazie tante: facciamo così ti alzo il canone dell'affitto e le spese che hai sostenuto te le scalo dai canoni futuri. Pazzesco. Eppure vero. Altrimenti, è la risposta comunale, tenetevi così lo stadio. 

La questione con il Comune, che ci pare continui a equiparare strumentalmente, con una sorta di comunismo sportivo, la Lucchese alle altre realtà sportive è di quelle gravi. In due anni non è stata data una risposta alle richieste, si badi bene mai legate a esborso di denaro, di Giannecchini e soci e ora di Bacci. Muro contro muro, in un contesto di marcata antipatia per le sorti della squadra rossonera, vista, incredibile ma vero, come una realtà professionistica. L'ultima nota del sindaco ha rasentato il comico e trasuda ingnoranza sesquipedale, nel senso di non conoscenza ai massimi livelli, dell'attuale situazione in cui versa la Lucchese. Tambellini, letteralmente, ha dichiarato: "E’ bene ricordare inoltre che il nostro compito di amministratori non si esaurisce nello sport professionistico ma anzi, trova la sua più viva espressione nello sport “per tutti”". Demagogia a piene mani visto che allo sport ha talmente fatto tanto da non regalargli nemmeno un assessorato. Naturalmente mettendo in piedi l'assessorato alla Partecipazione per omaggiare le correnti di estrema sinistra con cui governa. 

A Tambellini, che probabilmente è rimasto ai tempi della Lucchese in serie B, quando magari un suo allievo il lunedì mattina entrava in classe con la sciarpa rossonera al collo chiedendo di non interrogarlo perché il giorno prima era stato a Verona o a Bari, ricordiamo che quella è un'immagine degli anni '90. Può tranquillamente archiviarla e fare mente locale che la Lucchese è, ahinoi e non ahilui, tra i dilettanti. Compete con Castenaso, Formigine e financo Forcoli. Lasci perdere la divisione tra sport ricchi e poveri perché fa un torto alla sua intelligenza. La sensibilità calcistica non l'ha e dunque, come scrisse Manzoni sul coraggio di don Abbondio, non può darsela. Del resto, in un anno non si è mai visto allo stadio. Alla faccia dei tifosi che l'hanno votato.

Bacci, con una mossa a nostro avviso rischiosa, ha scommesso tutto sui rapporti con il sindaco, silurando in modo durissimo Tuccori. A questo punto, dopo il comunicato di Tambellini e le ulteriori spaccature nell'ultimo incontro tra le parti, in cui, si noti bene, il sindaco ha delegato Tuccori a rappresentarlo, ribadendo che è lui l'interlocutore, la Lucchese o abbassa la testa e subisce passivamente o convince in extremis palazzo Orsetti o rompe. Rompere, per noi, vorrebbe dire abbandonare temporaneamente al suo destino il Porta Elisa: se lo gestica il Comune. Anzi che lo faccia cadere a pezzi, tanto può contare su nessuna sollecitazione della Sovrintendenza, sempre pronta a dire no ai cambiamenti, ma con gli occhi spesso voltati dall'altra parte quando ci sarebbe da salvaguardare i pezzi di Lucca storica che cadono. Dal Tempietto di San Concordio a piazzale Verdi per finire con lo stadio. Paghi il Comune le spese di gestione, paghi alla Puglistica tutto quello che questa non ha pagato, paghi per tenerlo aperto. Paghi tutto. Con i soldi che non ha. E la Lucchese si guardi rapidamente attorno, magari verso Porcari. Un anno di esilio e poi se ne riparla. Bacci e soci avranno il coraggio di tirare diritto?

 



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