Detto tra noi

C'è bisogno di Giobbe

martedì, 4 dicembre 2012, 12:31

di aldo grandi

Doppia beffa, domenica a Pistoia, per i tifosi rossoneri: all'ultimo secondo dell'ultimo minuto Anichini, appena entrato, ha infilato il gol del vantaggio arancione e, a Viareggio, stesso minuto o giù di lì, il Pisa ha riacciuffato il 2 a 2 quando, ormai, la vittoria per i cugini d'oltre Quiesa sembrava cosa fatta. A parte le facili ironie, chi scrive ha voluto attendere la giornata di oggi prima di lasciarsi andare al solito commento settimanale.

La sconfitta in terra pistoiese non ci voleva, ma, a essere onesti, entrambe le squadre hanno avuto la possibilità di passare in vantaggio, c'è riuscita, alla fine, la formazione più fortunata e, in parte, probabilmente, più determinata. La Lucchese ha giocato bene un derby in cui, tuttavia, avrebbe potuto osare di più. Lo si è visto negli ultimi dieci minuti di gioco, quando i rossoneri hanno messo sotto i padroni di casa e sfiorato, almeno in un paio di circostanze, il gol. Mister Innocenti ha fatto una sola sostituzione e a cinque minuti dalla fine mentre il suo collega, sia pure espulso per proteste per un presunto fallo di mano in area non rilevato dall'arbitro, ne ha fatte tre e l'ultima, che fortuna!, si è rivelata determinante.

Abbiamo notato già da un pezzo che Innocenti evita il più possibile di ricorrere alla panchina e, sinceramente, non capiamo perché. Se i giocatori non sono adatti, allora che se ne trovino di necessari; se, invece, è una questione tattica, si pensi, però, anche alla stanchezza e al fatto che, magari, forze fresche a venti minuti dalla fine possono anche aiutare la squadra. Capitolo Canalini: un giocatore così non può stare in panchina. Poi si faccia quel che si vuole, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. Rientrato dopo due anni di inattività pressoché completa, il ragazzo ha saputo riscattarsi alla grande e trovare uno spazio. Relegarlo, nuovamente, tra le riserve, non avrebbe senso. 

Per il resto la vetta è distante sei punti, ma quello che preoccupa non è tanto la distanza quanto, piuttosto, il fatto che sarà una sola, tra le compagini impegnate in questo torneo, a salire di categoria e, quindi, o ci si attrezza per la bisogna, caratterialmente, agonisticamente e numericamente, oppure anche l'anno prossimo dovremo pupparci - e sai che palle! - le allucinanti trasferte in terra emiliana. E' vero, come ha detto Bruno Russo, che se sogna la Pistoiese possiamo sognare anche noi, ma è altrettanto vero che i sogni sono la consolazione dei perdenti e non certo il premio dei vincitori.

Il problema, lo ammettiamo, è che ci riesce sempre più difficile e indigesto dover digerire una Lucchese impantanata e impregnata del peggior fango della categoria dilettantesca, una serie D che porta pochi incassi, poco lustro e parecchie rotture di coglioni. Il convento, però, al momento questo passa e, a dirla tutta, è già tanto poter mangiare questa minestra. Se non altro, dobbiamo riconoscere alla dirigenza rossonera di non aver promesso alcunché e, anzi, di aver spiegato a chiare lettere qual è la situazione. Armiamoci, dunque, di pazienza e attendiamo l'evolversi degli eventi. 



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