Rubriche : la lettera

Bottari: "Sconcertato dal comportamento di alcuni dirigenti del settore giovanile rossonero"

mercoledì, 9 settembre 2020, 12:10

Da Paolo Bottari riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Al Presidente della Lucchese,

sono rimasto sconcertato dal comportamento di certi suoi dirigenti del settore giovanile o di chi lo vorrebbe rappresentare e pur sapendo di essere una voce fuori dal coro, in un momento in cui gli sforzi principali sono riservati a rilanciare la prima squadra, mi permetto di fare una riflessione, sapendo di interpretare il pensiero anche di tanti altri operatori di società dilettantistiche che, come me, si impegnano nelle Scuole calcio del territorio. So che se il buongiorno si vede dal mattino…allora dobbiamo seriamente preoccuparci…

Alleno i più piccoli della Folgore Segromigno e proprio ad allenamenti non ancora iniziati, la scorsa settimana vengo a sapere che un mio ragazzo di sette anni, già da noi tesserato, probabilmente non verrà più perché ha avuto la “fortuna”, ahimè (!), di partecipare all’”Open day” della Lucchese alle Madonne Bianche e là, insieme al padre, è stato avvicinato e circuito dai dirigenti presenti, convinto, senza tanti giri di parole, a lasciare la propria squadra anzitempo, per andare a coltivare il “sogno” Lucchese. Parole riportate dallo stesso genitore e in parte confermate anche dal dirigente stesso che ho voluto sentire personalmente, se non fosse che si tratta di un bambino con capacità normali e non di Maradona. Quello che difetta in questa storia, comune a tante altre ma fuori tempo massimo, è la correttezza dei metodi e la tempistica. Il ragazzo a luglio era già tesserato per la nostra società, con cui aveva rinnovato l’impegno dell’anno prima con entusiasmo.

Poi partecipando ad una iniziativa fatta per trovare nuove adesioni alla vostra Scuola calcio, mettendo in campo il nome Lucchese, ha cambiato idea ma direi è stato indotto a cambiarla con comportamenti scorretti che vanno oltre il buonsenso. Dopo i convenevoli, infatti, i dirigenti hanno suggerito alla famiglia di portare il ragazzo da loro, spiegando anche come avrebbero potuto svincolarlo rapidamente, nonostante l’assenza di qualsiasi vera motivazione. Questa è scorrettezza allo stato puro e slealtà sportiva, che è già condannabile quando succede tra società dilettantistiche di pari grado ma che è peggiore quando a farla è una società professionistica e ad inizio stagione. Mi si dirà, come hanno provato a dirmi i diretti interessati, che la neonata società “Lucchese Academy” o “Piccole Pantere Rossonere”, non so quale sia il vero nome, è una normale società dilettantistica e può fare quello che vuole, ma allora dico di spiegare bene chi è Lucchese e chi no, facendo dei distinguo e non giocando sull’ambiguità di un nome simile perché c’è molta disinformazione e qualcuno alla fine poi se ne approfitta. Essere professionisti implica anche una professionalità nei rapporti con le società e una correttezza nello stile e nel modo di approcciare i ragazzi e le famiglie che in questo caso non hanno avuto ma so anche di altri casi. Poi, siccome i bambini a sette anni devono essere contenti, giocare per il gusto di divertirsi e non inseguire sogni troppo grandi da fantacalcio indotti dagli adulti, ho lasciato libero il ragazzo ma non voglio che la vicenda finisca nel silenzio.

Un settore giovanile che deve risorgere e tornare competitivo e a rappresentare magari il meglio che c’è sul territorio delle giovani leve, deve partire da comportamenti professionali. Tutti amiamo la Lucchese, soprattutto quella che è rinata con una gestione tutta locale ma poi per farsi amare, deve saper trovare un equilibrio e costruirsi una credibilità a partire dai più piccoli, che tanti anni di gestioni passeggere hanno minato.

Costruire un settore giovanile professionistico costa, esige risorse ma anche collaborazioni con persone e società esterne, ed entrare a gamba tesa in concorrenza con quelle più piccole, inseguendo una quota in più e nascondendosi dietro un nome, non è una bella pubblicità, se è vero che la Lucchese punta sui più piccoli per rifarsi il nome. Anche le altre società meritano rispetto.

Sono convinto che Lei non sappia niente di tutto questo ma la invito a vigilare sulle persone a cui sta affidando il progetto del rilancio del settore giovanile, da cui passa sicuramente una buona fetta della buona immagine del marchio Lucchese e a cui associare quei valori che vedo inseguite con altre iniziative ma che poi si perdono inesorabilmente alla “prova del campo”. Serve una migliore cultura sportiva, molta più professionalità e non farebbe male una maggiore informazione. Cordiali Saluti.

Paolo Bottari

 



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