Porta Elisa News
giovedì, 5 giugno 2025, 18:50
di gianluca andreuccetti
Allontanata l'ipotesi di una permanenza tra i professionisti, in casa Lucchese resta da capire in che modo verrà pianificato il futuro. In primis la categoria in cui potrebbe militare la Pantera, con l'ipotesi Serie D o Eccellenza. Poche le novità, anche se qualcosa sembra iniziare a muoversi. Qualche giorno fa infatti Marco Scianò, nelle vesti di advisor di un gruppo imprenditoriale, ha avuto un contatto con l'amministrazione comunale per capire meglio la situazione legata ai rossoneri. Nato a Codogno nel 1985, Scianò è Ceo di "Sawyer SportBusiness e Head of Sports & Football di "Mergers Corp M&A International Investment Bank", società che svolge opere di intermediazione e specializzata in operazioni di acquisizione e cessione di club in tutto il mondo. In passato è stato anche direttore generale e direttore sportivo del Piacenza e, dal 2023 al 2024, direttore operativo della Virtus Pallacanestro Bologna.
Nelle scorse ore, il suo nome è stato accostato a quello della Lucchese...
"Abbiamo avuto delle interlocuzioni con l'amministrazione comunale, quale advisor di un potenziale investitore che vuole comprendere meglio cosa significhi fare calcio a Lucca. Giusto una chiacchierata, niente di più. Preciso che opero come capo del dipartimento calcio di MergersCorp, società che gestisce investitori qualificati che valutano investimenti nello sport e altresì abbiamo la rappresentanza di diversi club di anche di massima serie italiana ed estera che cercano nuovi investitori quali acquirenti".
Di quale soggetto imprenditoriale si tratterebbe?
"Non posso svelare il nominativo e tanto meno oggi è emerso. Si tratta di un imprenditore qualificato che ha parecchie attività in Italia e all'estero, con un legame con la Toscana".
Quali fattori state valutando?
"Al di là dell'investimento personale, logico si voglia comprendere anche quale sarebbe la partecipazione del territorio. Fare calcio e sviluppare calcio è un impegno serio che richiede denaro, ma anche tempo per dedicarsi, perché c'è tutto da costruire. I soldi servono per costruire una società che nel tempo sappia ottenere risultati sportivi ma anche e soprattutto saper crescere, fare marketing, creare entusiasmo per i tifosi, costruire anche un settore giovanile. Una piazza come la Lucchese non è solo prima squadra, ma deve dotarsi di una struttura, anche snella ma completa, per saper crescere e guardare a tutti gli aspetti che compongono un club rappresentante una "piazza". Senza dimenticare l'importanza di avere al proprio fianco sponsor solidi e una condivisione generale di tutte le componenti del territorio. Lucca è una piazza dove si può fare sport, l'amministrazione comunale tiene molto alla Lucchese. Questo aspetto però non basta. La squadra di calcio riguarda la comunità, i suoi tifosi, non è un gioco privato. Il pubblico ha dimostrato grande partecipazione: bisogna capire se ci sono i presupposti per dare vita ad un aspetto che nella Lucchese, negli ultimi vent'anni, non c'è stato. Per questo motivo ci stiamo muovendo con discrezionalità, non fa parte della mia e nostra professionalità generare illusioni e aspettative, ne tanto meno ricercare pubblicità, fosse solo per il rispetto che si deve portare a Lucca e ai tifosi".
Nel caso in cui i dialoghi con il Comune vadano avanti, la volontà è quella di costituire una società che riparta dalla Serie D o dall'Eccellenza?
"Siamo in una fase di analisi preliminare, non è detto che il potenziale investitore decida di proseguire".
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