Porta Elisa News
giovedì, 4 luglio 2019, 08:03
di fabrizio vincenti
Ninni Corda, ex direttore tecnico del Como, è la mente dell'operazione che vorrebbe portare a Lucca Massimo Nicastro e Roberto Felleca, i due imprenditori sino a poco tempo fa proprietari della società lariana. E' uscito allo scoperto ormai da qualche giorno. A Gazzetta espone il suo progetto:"La nostra forza sono i risultati, a Como abbiamo fatto due anni strepitosi, il secondo dei quali con un record di punti imbattibile
Perchè la proprietà ha però deciso di cedere la società lariana?
"C'è stato un problema con la tifoseria, quando nella prima stagione tentammo il ripescaggio in serie C e la proprietà da molto tempo aveva deciso di cedere, a prescindere poi dal fatto che se ne possa forse essere un po' pentita dopo la splendida ultima stagione e non dimenticando che è stata comunque prodotta una offerta importante. Tenga conto che non hanno lasciato mezzo euro di debito"
Si parla di un vostro interesse per il Carpi.
"E' una ipotesi che si è complicata dopo l'esclusione del Palermo dalla serie B. La proprietà degli emiliani chiede 1,8 milioni di euro in più ovvero il paracadute garantito dalla Lega di B e li chiede in pochi giorni: è complicato".
Perché l'interesse per la Lucchese? Non ci dica che Lucca è una bella città, l'abbiamo già sentita dire troppe volte.
"E' una piazza importante e già lo scorso anno, in autunno, ci eravamo incontrati con Moriconi. Gli avevamo chiesto tre mesi di tempo per cedere il Como e fare il passaggio, non è stato disponibile e a dicembre abbiamo saputo della cessione, a quel punto abbiamo capito cosa sarebbe successo, probabilmente ha ceduto per togliersi le castagne dal fuoco".
E questo nuovo interesse?
"Con la procedura concordataria sembrava ci fossero margini, poi è successo quello che tutti sapete e ci siamo affacciati nuovamente. A Como avevamo fatto tutto nella massima discrezione, qui, con tutto quello di negativo che è stato prodotto, abbiamo preferito uscire allo scoperto subito e parlare chiaro".
Chi entrerebbe alla guida della Lucchese?
"Massimo Nicastro, che è un immobiliarista che vive quattro mesi in Italia e otto a Miami, e Roberto Felleca, che ha aziende che si occupano di ascensori e case di riposo. Accanto a loro sono pronti altri due imprenditori, uno dei quali sempre del settore delle case di riposo: la compagine societari sarebbe più forte che a Como ma on vogliamo fare il passo più lungo della gamba".
Vi incontrerete con il sindaco Tambellini?
"Sì, domani, vogliamo confrontarci e avere garanzie sugli impianti, vorremmo lavorare con la gente di Lucca, come abbiamo fatto a Como".
Presenterete comunque un'offerta alla manifestazione di interesse che sarà indetta a breve?
"Lo faremo comunque, poi ovvio decicerà il sindaco, ci rimetteremo al bando: a Como siamo arrivati primi su otto offerte, e di gran lunga".
L'ipotesi di ristrutturare lo stadio può essere una spinta?
"Principalmente vogliamo fare calcio bene, poi se ci fosse la possibilità di far crescere la Lucchese attraverso altri settori, meglio".
Si è parlato di un ingresso anche di Roberto Pruzzo.
"Siamo come fratelli, vive a Lucca e ha lavorato con me negli ultimi anni: è nel nostro progetto".
Avete lavorato anche a Savona dove ha collezionato brutti ricordi e una squalifica con tanto di inchiesta penale.
"I ricordi sono eccezionali, a parte quel Savona-Teramo che ha generato tutto. Ho sbagliato a non denunciare il fatto, ma mi sono assunto le mie responsabilità, pur non avendo fatto nulla se non aver messo due persone in contatto. Altre persone, tra cui gente associata alla Lucchese negli ultimi tempi, sono stati squalificati grazie alle mie rivelazioni".
L'obiettivo?
"Portare in due anni la Lucchese in serie C e non creare turbative o nuovi fallimenti. Poi l'appetito viene mangiando".
Che squadra avreste intenzione di fare?
"Un mix di quello che sono stati il Como e la Lucchese lo scorso anno. Siamo intenzionati a parlare con i giocatori che hanno dato vita a una stagione bellissima, gente seria che vorremmo trattenere, penso a De Vito, tanto per dire un nome. L'ossatura dovrebbe essere un mix delle due squadre, che si sono somigliate per il carattere: macchine da guerra".
E per l'allenatore?
"Mi pare giusto parlare con Favarin, ha fatto una stagione straordinarai in mezzo a grandi difficoltà di gestione, poi gli accordi si fanno in due, ma tentarci è un atto dovuto così come anche con gli altri dipendenti che hanno perso il lavoro".
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