Porta Elisa News

Arezzo-Lucchese, a mente fredda

lunedì, 6 agosto 2018, 20:03

di diego checchi

Era giusto dormirci sopra. Non farsi prendere dai facili entusiasmi ed analizzare il tutto nella giusta maniera partendo però da un fatto inconfutabile, che la Lucchese è tornata a giocare al calcio e questa è la cosa più importante al di là di come uno la possa pensare sulle vicende societarie. In questo momento tutto è secondario e vanno comunque ringraziati tutti quelli che hanno permesso alla Lucchese di scendere in campo ad Arezzo per giocare finalmente al calcio. Quando viaggiavamo verso la città amaranto facevamo una considerazione.

Da quanto è che la Lucchese non fa una partita ufficiale? Ebbene la risposta è arrivata subito. Da tre mesi esattamente, un eternità per chi segue il pallone. Si va in campo con una squadra giovane e che è solo una settimana che lavora agli ordini di Favarin senza tanta pressione e con la consapevolezza che qualsiasi risultato è accettato e con oltre 150 tifosi a sostenere la Pantera e che hanno cantato dal primo al novantesimo. Ma c'è una cosa che non va sottovalutata. Favarin in cuor suo voleva vedere una squadra pugnacea, coraggiosa, pronta a lottare su ogni pallone, compatta, proprio come quelle che rispecchiano il suo carattere. Insomma la Lucchese non doveva essere una vittima sacrificale. È così è stato perché alla fine dei conti, i rossoneri vestiti per l'occasione di bianco, hanno combattuto palla su palla contro un Arezzo che era da tre settimane che si stava allenando ed hanno soprattutto saputo reagire al gol iniziale subito da un invenzione di Cutolo.

In attacco Bortolussi e Sorrentino si sono dannati l'anima e dimostrato di essere due "animali" pronti a buttarsi su ogni pallone che capitava dalle loro parti. L'ex Juve Stabia ha fatto anche gol ma al di là di questo ci sono piaciuti tutti i giocatori per come hanno interpretato la gara. In fin dei conti erano solo alla prima partita che giocavano insieme senza neppure un amichevole nelle gambe ma il carattere ha superato ogni tipo di ostacolo. Bisogna partire dalla base che si è vista ad Arezzo per costruire passo dopo passo un annata che non sarà facile, partendo però da due certezze. La prima si chiama Giancarlo Favarin è la seconda Antonio Obbedio che non è ancora stato ufficializzato ma che sarà un punto focale per la costruzione della squadra. E noi ci fidiamo ciecamente di loro. 




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