Porta Elisa News
venerdì, 29 dicembre 2017, 17:37
Dimissioni irrevocabili usa e getta. Ecco la scelta effettuata da Gianni Nannini, socio rossonero che detiene il 10 per cento di Lucchese Partecipazioni e che a sua volta detiene l'88 per cento della Lucchese. Nannini, che aveva preso le distanze dalla cessione della società al duo di avvocati pisani dietro cui si celava Pietro Belardelli, aveva manifestato l'intenzione di farsi da parte. Manifestando in più sedi l'idea di essersi "sentito preso in giro".
“Non voterò nessuna proposta di vendita definitiva – aveva dichiarato il 18 dicembre scorso mi sento preso in giro. Dopo qualche giorno di riflessioni – spiega Nannini – in quanto mi reputo tifoso della lucchese (e non solo socio) dopo attente analisi avute e riscontrate, nei prossimi giorni mi dimetterò da consigliere d’amministrazione. Per gli stessi ragionamenti di cui sopra mi oppongo nella maniera più assoluta alla vendita della società agli acquirenti che si sono proposti. Le motivazioni? Grazie alla mia famiglia che è sempre stata tifosa, ho il cuore ancorato per questi colori e anche la più piccola perplessità che ho, che abbiamo, ne faccio tesoro, e scelgo la via più giusta facile o difficile che sia, perché così mi hanno insegnato. Mi hanno insegnato di fare la cosa giusta, quello che sento, ed io sento di fare così. E sono sicuro di non sbagliarmi.”
Ma nella stessa giornata, Nannini aveva fatto di più: aveva inviato a Lucchese Partecipazioni una lettera di dimissioni irrevocabili. Una scelta, essendo Nannini nel cda di Lucchese Partecipazioni, destinata a avere ripercussioni importanti in società. "Con la presente sono a comunicarvi le mie dimissioni irrevocabili dal cda di Lucchese Partecipazioni a decorrere dalla data odierna”: affermazioni inequivaocabili, durate lo spazio di pochi giorni. Nannini ha prontamente ripreso il suo posto nel cda della società che ha in mano i destini della Lucchese, insieme a Carlo Bini e a Arnaldo Moriconi.
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