Porta Elisa News

Una partenza che offre buone sensazioni per il futuro

lunedì, 31 luglio 2017, 17:15

di emanuela lo guzzo

A testa alta. La Lucchese inizia la nuova stagione un po’ come aveva terminato quella precedente, con una sconfitta non senza rimpianti e una buona sensazione per il futuro. Ma mentre dei play off e della sfida contro il Parma si conservano solo l’eco e il ricordo, dall’eliminazione al primo turno della Tim Cup di ieri è giusto cogliere quanto di buono visto sul prato dello Stadio Riviera delle Palme e farne un punto di partenza per il prossimo campionato. 

Contro un’avversaria ambiziosa e organizzata come la Sambenedettese, ben strutturata e con una settimana in più di preparazione alle spalle, i rossoneri non solo non hanno sfigurato, ma hanno fornito indicazioni rassicuranti riguardo alla propria identità di squadra che ricalca a grandi linee la mentalità del gruppo dello scorso anno. Sintomo che i tanti giovani arrivati alla corte di Lopez hanno già assimilato in poco tempo i concetti basilari del calcio del tecnico romano e della filosofia dello spogliatoio. E l’energia e la personalità dimostrate da Russo - tanto per citarne uno – in un centrocampo rinnovato ed epurato dai capricci dei viziati approdati fortunatamente altrove, sono l’istantanea di quello che è piaciuto al di là del risultato finale: il carattere.

Quel qualcosa in più messo in campo anche ieri, come sempre, da calciatori come Nolè ed Espeche, professionisti che non hanno mai avuto bisogno della garanzia di un contratto biennale per dimostrare serietà, attaccamento alla maglia e massimo impegno. Ma il riconoscimento per la buona prestazione va veramente a tutta la squadra per essere riuscita a esprimere, dopo appena dodici giorni di preparazione, la capacità di unirsi, sacrificarsi e lottare in attesa degli innesti necessari a completare la rosa e renderla realmente competitiva.  Unico appunto personale per le maglie da gioco con cui la Pantera ha fatto il suo esordio stagionale. Difficile a memoria ricordare una casacca bianca più pacchiana di quella attuale.

Rispetto al passato anche il mio è un punto di vista differente, ma solo perché adesso la partita la seguo dalla curva e non più dalla tribuna stampa. La passione e la lucidità (a sprazzi perché talvolta consapevolmente viziata da eccesso di tifo) sono le stesse di quando rincorrevo i numeri dei calci d’angolo e mi ritrovavo a dover strozzare un’imprecazione per un’occasione fallita o un mancato cartellino per un’entrata che giudicavo dura ai danni di uno dei nostri. E se adesso mi perdo qualcosa del match non è per la testa bassa sul pc, ma è perché magari mi sventola una bandiera davanti agli occhi. Una prospettiva di rara bellezza. Anche ieri, per amore della maglia, era presente in Curva Sud Settore Ospiti dello Stadio Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto una trentina di sostenitori arrivati da Lucca in rappresentanza di due dei gruppi della Curva Ovest. Un amore che non si risparmia, che non conosce stagioni né distanze oggettive – circa 800 km complessivi – e che continua a essere il motore e l’elemento trainante del tifo rossonero. 

Sugli spalti del Tempio del Tifo, tra i cori incessanti della tifoseria locale – onestamente tra le più belle d’Italia – non è mancato l’incitamento alla Pantera, segno inequivocabile di sostegno incondizionato sia in casa che fuori. 




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