Porta Elisa News

Obbedio: "Non lasciare niente di intentato per andare avanti"

domenica, 28 maggio 2017, 18:17

di diego checchi

L’allenamento mattutino è da poco finito e Antonio Obbedio si concede a Gazzetta Lucchese per un’intervista che tocca tanti argomenti e fa capire diverse cose, anche sul futuro. Il diesse rossonero crede molto in questa squadra e non vuole assolutamente sentir parlare della Lucchese come vittima sacrificale nella sfida con il Parma. Una chiacchierata che dà tanti spunti di riflessione e ribadisce quali sono il pensiero ed il metodo di lavoro del dirigente foggiano. Se gli chiediamo qual è il suo stato d’animo a pochi giorni dalla prima partita con il Parma, lui risponde così:

“Abbiamo fatto un mezzo miracolo sportivo e di questa stagione mi vengono in mente tante cose. Quella che mi è rimasta più impressa è il fatto che fra i mesi di novembre e dicembre eravamo sull’orlo del fallimento e adesso lottiamo per un traguardo importante che si chiama Serie B”.

Comunque vada con il Parma, potete essere soddisfatti...

“Non sono d’accordo, perché se andassimo fuori con il Parma perderemmo la semi finale dei play off. È vero che sulla carta il Parma è favorito e che noi abbiamo meno possibilità di passare ma si gioca sempre 11 contro 11 e non bisogna mai lasciare niente di intentato. Noi dovremo giocare esattamente come abbiamo fatto contro Arezzo ed Albinoleffe e poi si vedrà. Sono però d’accordo con mister Lopez quando dice che questi ragazzi, dal punto di vista morale, il campionato l’hanno già vinto. Guardate come abbiamo passato il turno con l’Albinoleffe, Fanucchi con la Febbre, Espeche con un dito fratturato, Mingazzini che si è fatto subito male, nel secondo tempo abbiamo sofferto le pene dell’inferno ed è stato bravo Nobile a tenerci in partita. Tutte cose che non vanno mai dimenticate, a questi giocatori bisogna solo dire grazie”.

Se dovesse suddividere i meriti di questo traguardo tra lei, i giocatori e Lopez, come lo farebbe?

“Credo che l’80% vada ai ragazzi e allo staff tecnico, che stanno facendo senza dubbio qualcosa di straordinario. In campo, in fin dei conti, ci vanno i giocatori e il mio merito può essere quello di essere riuscito a tenere compatto il gruppo anche nei momenti di difficoltà societaria che abbiamo passato”.

Una parola sulla società, cosa pensa dei soci lucchese?

“Che sono persone straordinariamente serie e che hanno avuto il coraggio di salvare la società in un momento drammatico. Non hanno mai abbandonato i giocatori anche nei momenti più difficili, facendo sempre il possibile per accontentarli. Per questo io sono felice quando dicono che vogliono ripartire con me. È chiaro che la mia conferma dovrà essere automaticamente legata a quella di Lopez perché è giusto ripartire insieme. Sono in ogni caso soddisfatto della fiducia che mi stanno concedendo ed è per questo che, tornando un po’ indietro nel tempo, vorrei capire a chi fosse indirizzato quello striscione apparso all’Acquedotto il 30 di marzo che diceva ‘Indegni’. A chiunque fosse rivolto non è stato sicuramente opportuno”.

Parliamo invece dell’affetto che si è risvegliato nei tifosi verso questa squadra...

“Sono molto soddisfatto che sia successo, si è creato un feeling particolare tra giocatori e tifosi. In città si respira un’aria nuova e c’è un contatto diverso rispetto al passato. Io avevo detto ai giocatori che si facessero vedere in città non solo quando si vinceva, ma anche quando si perdeva perché è giusto che i tifosi possano condividere del tempo con i loro beniamini nel bene e nel male per identificare al meglio con loro. A Bergamo c’è stata la riprova lampante che l’ambiente è molto unito, al fischio finale c’è stato un boato incredibile anche se eravamo in trasferta e non solo in curva, ma anche in tribuna a testimonianza del fatto che c’erano veramente tanti lucchesi”.

Tornando a parlare di lui, in tempi non sospetti disse che avrebbe preferito lavorare su un progetto duraturo, e questa cosa, a meno di grossi colpi di scenda, dovrebbe accadere…

“È vero, lo dissi allora e lo ripeto adesso. A tempo debito ci metteremo a sedere con la società e si parlerà di futuro. Questo è un gruppo che può andare avanti e giocare anche in categoria superiore. La stessa cosa successe a me quando ero al Messina, dove in Serie B giocavano titolari diversi giocatori che erano partiti dalla Serie D”. 

È giusto parlare del presente ma anche di futuro, lei ha già in mente la strada da intraprendere?

“Lo sapete, io non mi fermo mai e vado continuamente a vedere partite per essere sempre aggiornato. A Lucca non potremo spendere cifre esagerate, delle 8 squadre che sono ancora nei play off noi siamo quelli che abbiamo speso di meno. È inutile aspettarsi grandi nomi o giocatori già affermati, a me piace pescare dalla Serie D o andare a scommettere su elementi che in Lega Pro non hanno ancora espresso tutto il loro potenziale e se guardate questo gruppo è esattamente così”.

 




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