Porta Elisa News

Lo spazio dei disabili? Ecco l'ultima chicca: il vetro servirebbe per evitare invasioni dei disabili e loro accompagnatori

mercoledì, 17 settembre 2014, 21:12

di fabrizio vincenti

Svegliateci, per favore. Quanto udito nella edizione di giovedì sera del telegiornale di Noitv supera ogni limite. Ogni decenza. Ogni immagine che ci lega all'idea che l'Italia sia un paese vagamente normale. Secondo quanto riportato dall'emittente, attraverso le parole del progettista che ha curato per la Lucchese l'idea di un nuovo settore per disabili, bocciata dalla Commissione di vigilanza, il problema non sarebbe, come hanno fatto più volte capire alcune personalità coinvolte nella vicenda, la sicurezza dei disabili. O, almeno, non solo quello.

Il problema sarebbe quasi opposto: ovvero i disabili, e soprattutto i loro accompagnatori, potrebbero essere un problema. E non tanto per le pallonate potenzialmente ricevibili, quanto perché dare vita a eventuali aggressioni a soggetti in campo. Per questo motivo andrebbero isolati dal campo come qualunque altro tifoso. Una versione che nemmeno un film della lunga epopea fantozziana potrebbe raggiungere quanto a vette di assurdità: fatichiamo a crederci. E' anche vero che siamo in Italia: nulla è impossibile. Ma non si parla, da anni, di abbattimento di barriere e di stadi senza recinzioni anche per i normodotati? 

Il tutto mentre iniziano a filtrare indiscrezioni che mettono in risalto il fatto che la Lucchese non avrebbe seguito, a luglio, il consiglio del Comune che suggeriva di procedere con una paratia in vetro. Lo scaricabarile, che a noi non interessa, è probabilmente iniziato. Interessa solo che si arrivi in tempi strettissimi a risolvere un problema che è una vergogna per tutti.  Ma l'imbarazzo è palpabile: la Commissione di vigilanza, probabilmente sollecitata dalla Prefettura, dopo aver annunciato che si poteva riunire venerdì prossimo e poi non più sino ai primi di ottobre causa ferie di alcuni membri, si ritroverebbe già venerdì per esaminare il nuovo progetto. A qualcuno il cerino dovrà pure restare in mano per questa situazione che ha fatto ridere e pena in tutta italia. E nessuno, naturalmente, lo vuole.

Ma le assurdità non finiscono qui: a Prato (dove il nostro collega Checchi è stato intervistato da Rai Tre sulla vicenda), durante il match della Lucchese, i disabili erano regolarmente, e senza problemi, in campo. A pochi passi dal terreno di gioco e riparati solo da un cartellone pubblicitario. Niente spazio coperto per loro, ma, almeno, nessun blocco e nessun vincolo né da parte delle forze dell'ordine, che non hanno preteso liberatorie di nessun genere, né da parte dell'arbitro che non ha battuto ciglio. A Prato, dunque, i disabili non rischiano a stare in campo, non devono firmare liberatorie e non si celano sotto mentite spoglie, loro e i loro accompagnatori, potenziali, pericolosi teppisti da separare dal terreno di gioco.

A questo punto ci chiediamo, senza spirito polemico, come costazione: ma sono Lucca o Prato fuori dall'Italia e le sue farraginose norme? Oppure, paese che vai, usanza che trovi? Un dubbio rafforzato dal fatto che a Gubbio, nel settore più caldo della tifoseria umbra, due settimane fa, erano chiaramente udibili numerosi tamburi, assolutamente proibiti a Lucca ma non solo. Anche in questo caso, paese che vai, usanza che trovi. Il federalismo fai da te, insomma.




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