Porta Elisa News

Direttore generale cercasi

giovedì, 14 agosto 2014, 07:41

di fabrizio vincenti

"Presto affronteremo anche quest'argomento, il nostro è il direttore generale che ha vinto il campionato e per questo si è meritato delle ferie lunghe". Ecco come ha commentato non più tardi di un paio di giorni fa il presidente rossonero Bacci l'assenza prolungata del direttore generale Giorgio Rosadini. Ferie lunghe, buon per lui, per il dirigente rossonero che non mette piede a Lucca circa dal 20 luglio quando salì in ritiro a Coreglia. Dunque quasi un mese. Peraltro un mese non certo semplice per una società calcistica, oltretutto con evidenti problemi di strutturazione come la Lucchese, che è passata in un solo colpo in due categore superiori.

Bacci, da par suo, l'ha buttata in battuta, un genere di freddure che gli viene naturale, che fanno pure sorridere l'interlocutore. Ma che non spostano il problema: la Lucchese è senza un direttore generale da un mese. Anzi, a voler essere precisi, addirittura da giugno. Visto che da allora in poi le presenze del direttore sono state con il contagocce. Ferie a oltranza o quasi. E che naturalmente, al di là della facciata, testimoniano di forti mal di pancia interni. 

Rosadini, che ha più volte richiesto maggiori poteri per governare come meglio crede la società, si è trovato davanti un muro costituito da un po' tutta la struttura, non solo dai soci lucchesi, con la quale è entrato in urto. Anche duro. Sino al punto di non ritorno. Ovvero sino a che, dopo la metà di luglio, ha chiesto nuovamente carta bianca, come nei comunicati stampa era stata del resto ventilata, a Bacci. La risposta, a giudicare dall'assenza che va avanti a oltranza, non è stata quella attesa. E così l'esilio volontario ha preso corso, rafforzato da un voto praticamente unanime dei soci lucchesi, decisamente critici verso il suo operato. 

Da un mese, di fatto, la società è senza un coordinatore, un uomo cioè che metta a sistema le azioni dei vari soggetti e dei vari comparti della società. Chiamatelo una sorta di vigile urbano che attua le indicazioni del cda, evita sovrapposizioni, appunto coordina i movimenti di una macchina che è abbastanza complessa e in una fase di transizione. Una figura che, se fosse presente un presidente a tempo pieno, potrebbe essere in qualche modo persino di troppo, ma che per i molteplici impegni di Bacci diventa cruciale. Al di là di chi debba ricoprirla. Anche perché, bene non dimenticarlo, la Lucchese è di fatto anche senza vice presidente per le dimissioni di Nicola Giannecchini. Ricapitoliamo: un presidente che gestisce nel poco tempo che gli rimane la Lucchese, un vice dimissionario, un direttore generale in vacanza più di un insegnante o un magistrato nel periodo estivo. Qualcosa non torna. E a sopperire devono pensare a turno le altre figure presenti. 

Come consuetudine, ecco che spuntano le voci. A partire da quella che vorrebbe ancora da liquidare le spettanze finali dello scorso anno di Rosadini. Oppure come quella che la stasi sarebbe dettata dalla necessità di trovare prima un sostituto e poi annunciare il cambio. Una scelta per certi versi plausibile non fossero passate settimane dalla rottura. O ancora che ipotizza un clamoroso rientro di Rossadini stesso, uno scenario quest'ultimo che ci pare al limite della fantascienza. Chi abbandona la nave in un momento come questo, ci pare impensabile possa ritornarne a bordo da comandante dopo aver chiesto poteri e rasscurazioni evidentemente negate in precedenza. Resto il fatto che di settimana in settimana siamo arrivati a metà agosto senza soluzioni e non so odono segnali rassicuranti. "Presto affronteremo l'argomento", ha chiosato il presidente. Il domani è oggi. Possibile arrivare, su ogni problema, all'ultimo tuffo?




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