Porta Elisa News
lunedì, 28 luglio 2014, 15:55
di diego checchi
Dopo la prima amichevole con il Coreglia, una delle prestazioni più interessanti è stata quella di Riccardo Calcagni, schierato nella posizione di trequartista accanto a Pizzutelli e dietro l'unica punta Santini. Con il giocatore umbro che è stato confermato anche per questa stagione abbiamo voluto capire quali sono le sue sensazioni e come si è trovato in ruolo a lui parzialmente nuovo. “Avevo già ricoperto il ruolo di trequartista quando militavo nelle giovanili del Perugia e a San Sisto in Promozione. Per me questa posizione con la Lucchese è stata nuova perchè finora venivo sempre impiegato da mezzala. In questa posizione mi trovo a mio agio perchè sono più libero per andare a fare l'uno due con i compagni e per provare la conclusione, tanto è vero che sono riuscito anche a segnare nel corso della prima amichevole. Da mezzala devo essere più bravo a coprire il campo e ad impostare l'azione”.
Quali differenze ci sono tra il ruolo di intermedio di centrocampo e quello di trequartista?
“A livello tattico il trequartista, oltre alla fase offensiva, deve essere bravo ad oscurare il mediano basso avversario, mentre da centrocampista interno bisogna avere altre peculiarità ovvero la corsa e la diligenza nel mantenere la posizione”.
Dov'è che deve migliorare Riccardo Calcagni?
“Prima di tutto a livello tecnico, poi se vengo impiegato come centrocampista, devo essere più bravo a coprire il campo mentre da trequartista devo avere la personalità giusta per andare a prendere la palla, chiedere l'uno due e calciare in porta”.
Con chi ha legato maggiormente in questo ritiro?
“Per quanto riguarda la mia posizione, quello che mi dà più consigli è Nolè dato che siamo tutti e due centrocampisti. Al di fuori del campo sono riuscito a scambiare più idee con Claudio Santini e Paolo Ropolo”.
Ci dica qualche curiosità: come mai la chiamavano “Gioiellino di Deruta”?
“Il soprannome è uscito fuori quando giocavo titolare in Promozione nel San Sisto e una giornalista del posto mi mise questo soprannome. È continuato poi anche nell'esperienza di Deruta e anche qui a Lucca”
Come si aspetta la Lega Pro?
“Credo che la Lucchese sia una formazione tecnicamente forte. Comunque sono convinto che le partite saranno difficili vedendo come si stanno muovendo le altre squadre. Per esempio il Pisa o il Lecce che stanno prendendo giocatori dalla Serie A”.
Che cosa apprezza della città di Lucca?
“Prima di arrivare qui a Lucca nel mercato di dicembre, mi sono informato da amici e parenti su quello che si poteva ammirare all'interno di questa città e tutti me ne hanno parlato in maniera positiva. Sono rimasto affascinato dalle mura intorno alla città e dal fatto che si viva tranquilla e spensierata. Anche per questo sono contento di essere stato riconfermato”.
A livello fisico come sta?
“Bene, questo ritiro è uno dei più pesanti che abbia mai fatto e per questo mi sono anche preparato una settimana prima con un preparatore del San Sisto dove giocavo prima. Tutte le esercitazioni e i lavori atletici mi restano più facili”.
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