Porta Elisa News
domenica, 30 dicembre 2012, 12:59
di diego checchi
Siamo arrivati alla fine dell'anno e, con mister Duccio Innocenti, è giusto fare il punto della situazione e capire che 2012 è stato per l'allenatore di Prato. Prima dell'allenamento mattutino Innocenti si concede a Gazzetta Lucchese toccando diversi argomenti: “È stato un anno positivo per quanto mi riguarda – ha affermato il tecnico rossonero – e forse, per me, anche un po' inaspettato. Mi è capitata l'opportunità di venire a fare l'allenatore in seconda qui a Lucca e poi, a giugno, sono riuscito a prendere il patentino di seconda categoria e la società mi ha dato la possibilità di fare l'allenatore in prima. Possibilità che ho colto con grande entusiasmo e soddisfazione, cercando di dare il meglio e ripagare la fiducia che mi è stata data”.
Dica la verità, cosa è cambiato da quando era l'allenatore in seconda ad oggi?
“Non è cambiato il mio modo di vivere ma quello di pensare: adesso devo valutare le condizioni della squadra e fare le scelte per il bene di tutti, è ovvio che il compito è completamente diverso”.
Per quale motivo accettò di venire a Lucca a fare il secondo?
“Di solito, il percorso è questo: un giocatore, quando appende le scarpe al chiodo e vuole fare l'allenatore, cerca di approcciarsi a questo incarico facendo il vice per fare esperienze. Per me, poi, è cambiato tutto così in fretta... ma diciamo che non sono un eccezione, anche Montella e Dionigi hanno iniziato subito come allenatori in prima”.
Come vive una vittoria?
“Diciamo che sono contento, ma non la vivo con la massima esaltazione, cercando di capire dove abbiamo fatto bene e male”.
E una sconfitta?
“È ovvio che sono dispiaciuto, ma dalla sconfitta prendo spunti per migliorare il rendimento della squadra ed è da lì che capisco meglio cosa va e cosa non va”.
Il rapporto con il suo staff, qual è?
“Quando sono entrato nello spogliatoio, ho detto sia a Di Stefano che agli altri componenti dello staff tecnico che non avrebbero dovuto dirmi sempre di sì ma, se c'era qualcosa che non andava, avrebbero dovuto farmelo notare. Il nostro rapporto è di reciproca fiducia e stima. Con Oliviero Di Stefano sono più a stretto contatto per quanto riguarda le scelte tecniche ed è un piacere confrontarsi con un grande conoscitore di calcio come lui. Poi, ovviamente, le decisioni finale spettano a me. Il nostro rapporto è diventato di amicizia, anche se prima lui è stato il mio allenatore a Pistoia”.
Come imposta il suo rapporto con i giocatori?
“Ho un dialogo franco e diretto con tutto il gruppo, alla squadra dico sempre quello che penso così da poter fare le mie scelte con grande serenità”.
Adesso, con l'arrivo di Pettrone, la squadra è al completo?
“Penso proprio di sì, con la società abbiamo individuato alcune cose da correggere e così è stato fatto. Il lavoro di Bruno Russo è ottimale anche se non occorre che lo ribadisca nelle interviste perchè mi sembra scontato. Lui è una persona molto seria ed è sempre presente sul campo per cui conosce bene le esigenze della squadra”.
Cosa si aspetta dall'anno che verrà?
“Spero che sarà ricco di soddisfazioni per la mia squadra ma non so dove ci porteranno, io sono concentrato sul presente e faccio tanti programmi per un futuro che deve essere ancora scritto”.
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