Porta Elisa News

Bolognesi: "I miei maestri Landucci e Quironi"

sabato, 29 dicembre 2012, 15:33

di diego checchi

Moreno Bolognesi, preparatore dei portieri della Lucchese, ha appena finito l’allenamento mattutino. Tiri in porta, parate a mezza altezza ed esercizi sulla presa: è stato questo il menù per i portieri rossoneri. Con lui, abbiamo voluto fare una chiacchierata a pochi giorni dalla fine del 2012… “Mi chiedete com’è andato quest’anno? Non posso che dire benissimo perché abbiamo vinto il campionato di Eccellenza e poi, fino ad ora, siamo in corsa per lottare al vertice della classifica di Serie D. I miei portieri, poi, stanno offrendo della prestazioni ottime a parte il leggero infortunio occorso a Casapieri in occasione del gol subito dall’Atletico Pro Piacenza, non ci scordiamo che questo è un ragazzo di 18 anni e che può sbagliare come, del resto, hanno fatto tutti gli altri under. Leandro, però, ha la mentalità di un veterano ed è cresciuto molto nelle giocate con i piedi, in allenamento è sempre propositivo ed ha una grande voglia di imparare”.

E di Luca Babbini cosa può dire?

“Lui è una garanzia, lo potete vedere durante tutti gli allenamenti e mi aiuta molto anche nel lavoro che svolgiamo. È sempre pronto a dare qualche consiglio a Casapieri prima di ogni partita senza nessun tipo di invidia per il compagno, sono contento che tra i due si sia creato un ottimo rapporto. Luca ha accettato il suo ruolo fin dall’inizio e secondo me, è un valore aggiunto per questo gruppo perché si fa sempre trovare pronto senza batter ciglio. Vorrei sottolineare che in qualsiasi altra squadra di Serie D, Babbini avrebbe giocato titolare ma, invece, è venuto qui sposando in pieno il progetto e mettendosi a disposizione della società e della squadra. Mi piace spendere una parola anche su Tommaso Trezza che in questo periodo è stato sfortunato, considerando che si è fatto male alla spalla e deve ancora recuperare. Peccato, perché ha perso tempo per lavorare ma è giusto che guarisca bene da questo infortunio dato che è parecchio fastidioso: l’ho provato sulla mia pelle”.

Come vive le partite?

“Intanto, sono abituato a guardare la gara da solo e devo dire un cosa: rispetto allo scorso anno sono molto meno teso e mi fido ciecamente di Casapieri. Adesso, basta un’occhiata per poterci capire. Lo scorso anno, invece, ci conoscevamo meno ed ero un po’ più preoccupato”. Chi sono stati i suoi maestri come preparatore dei portieri? “Ne ho due in particolare e mi riferisco a Marco Landucci, preparatore dei portieri del Milan, e Davide Quironi che adesso è alla Ternana. Loro mi hanno dato tanti consigli”. Che 2013 si aspetta? “A livello di squadra, vorrei che riuscissimo a rimanere attaccati, fino alla fine, al treno che conta e poi, nel finale, provare a vincere il campionato. Dal punto di vista personale, spero che il ruolo che ricopro possa diventare la mia professione principale, magari proprio nella Lucchese. Intanto, a giugno prossimo, voglio frequentare il corso da preparatore a Coverciano per essere abilitato ad allenare anche nei professionisti”. Quanto le piace il ruolo del portiere? “Tanto, il portiere fa parte della squadra ma, in fin dei conti, è sempre solo nel dover difendere i pali ed questo è proprio il bello del ruolo”.




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