Mondo Pantera : la lettera

"Lucca ti meriti di più"

lunedì, 1 luglio 2019, 16:19

Da Andrea Marchetti riceviamo e volentieri pubblichiamo.

In questo periodo assurdo quanto drammatico della storia della Lucchese Libertas 1905, che ci vede ancora una volta vivere una estate calda, non solo per quello che dice il termometro, ma anche e sopratutto per quanto sta accadendo alla nostra amata Pantera per la terza volta piombata nell'onta di un fallimento nel giro di soli 11 anni, mi e venuto personalmente in mente, forse solo per un attimo, di mettere da parte tutte le polemiche,  i rancori, il ripercorrere quanto di perfido è stato fatto alla squadra calcistica rappresentativa di città e provincia, e mi è rimasto nella mente solo quello splendido clima di passione, di amore, di condivisione e di "sapore di calcio" d'altri tempi che abbiamo vissuto nel recentissimo finale di campionato e sopratutto nella roulette dei play off; sensazioni che ancora oggi a ripercorrerle fanno accapponare la pelle per come ci siamo arrivati, noi tifosi e la squadra/staff, e per come si sono trionfalmente conclusi, con le lacrime a rigonfiare negli occhi sia di chi era a Bisceglie in campo e sui caldi gradoni, sia di chi era a Lucca davanti a maxy schermi, radio e tv.

Ecco, ripartendo proprio da quell'aria, da quella "magia" che aleggiava intorno alla pazza impresa della Lucchese intesa come connubio tra giocatori e tifosi, che ha saputo riunire un po' tutte le anime di Lucca, mi viene spontaneo chiedermi:  è mai possibile che nessuno di serio, costruttivo, e amante del calcio, oltre che del business, non si avvicini alla Lucchese raccogliendo quella impresa da romanzo che ha fatto parlare tutta Italia di noi? E' possibile che istituzioni, forze imprenditoriali, sia di casa nostra che di fuori, non siano interessate ad una piazza che oltre ad avere una storia ultracentenaria ha una tifoseria che già tanto fa per le condizioni in cui ci hanno ridotto, e che potrebbe fare ancora molto, ma molto di più? A volte si sente parlare di calcio pulito, di fattore sociale del pallone, di vivere lo sport come scuola di vita ecc ecc... ma allora non valeva, e varrebbe, la pena raccogliere questa esperienza di sport e passione totale che ha dimostrato che anche con poco o nulla a livello di danari si possono raccogliere risultati insperati?

E ancora, è mai possibile che in una città dove le strutture sportive stanno cadendo a pezzi, come in gran parte d'Italia a dire il vero, e dove si quantificano necessità importanti di risorse economiche per gli interventi necessari, non si possa pensare concretamente di legare l'esperienza della principale squadra cittadina ad un progetto di strutture (Stadio Porta Elisa, campi secondari di allenamento ecc ecc) tale da sviluppare proposte e progetti che potrebbero essere oggetto di finanziamenti quali Credito Sportivo, o comunque appetibili ad investitori che attraverso "convenzioni" mirate potrebbero avere l'appetibilità dell'operazione, non solo sportivamente e "romanticamente" parlando, ma anche "concretamente" ed economicamente parlando?Tutte queste domande onestamente mi inquietano, perchè parrebbero esserci tutti gli ingredienti per poter veramente, e finalmente, costruire  qualcosa di serio e duraturo nel tempo, per far si che si torni a parlare solo di calcio, con gestioni societarie rivolte nella direzione giusta di una "sostenibilità" nel tempo, ma poi la realtà ci mette davanti un qualcosa che agli occhi di noi "comuni mortali" sembra narcotizzata, incancrenita in una posizione di stallo ai limiti dell'inverosimile, si, perchè non è da due mesi che si conosce la strada pericolante intrapresa dalla "non società" rossonera, ma bensì da circa due anni! In tutto questo tempo è mai possibile che non si siano messe in campo, da parte di tutti quei soggetti deputati a questo, tutta una serie di iniziative volte non solo a tentare di salvare il salvabile, che dentro di noi sapevamo già da un pezzo essere compromesso, ma sopratutto nel gettare "basi" per bloccare il teatrino squallido portato avanti dalla "non società" ed iniziare a programmare per tempo la "ripartenza"?

Mi pare che troppe cose non tornino, eppure veniamo da esperienze vissute direttamente sulla nostra pelle, e non solo, molte altre realtà calcistiche italiane hanno già mostrato quali possano essere i modi per "gestire" situazioni come queste che possano portare a "rinascite" finalmente serie.Sempre nell'ottica di dimenticare polemiche e rancori quindi l'auspicio è che le istituzioni, che sono chiamate a dare voce alle varie componenti della città, possano raccogliere adesso, e  rapidamente, tutte queste potenzialità nelle forme più giuste e costruttive, così che imprenditori seri, da verificare caso per caso, possano manifestare la loro volontà di far rinascere la Pantera, magari proprio legando il "progetto sportivo" con il "progetto infrastrutturale" visto che, a quanto ci pare di capire, anche di recentissimo, le risorse pubbliche per mantenere impianti sportivi efficienti siano pari a zero o quasi, quando invece una città come Lucca si merita strutture sportive, e non solo, che possano far crescere un volano non solo economico ma anche sociale per migliaia di tifosi e comuni cittadini.

Il tempo come sempre stringe, voglio essere ottimista per una volta, e voglio credere che davvero in tutti questi mesi di apparente immobilismo qualcosa si sia già costruito, pensato, intrapreso per cercare di mettere nelle condizioni questa tifoseria e questa città di avere una società ed una squadra veramente rappresentative in giro per l'Italia, con strutture all'avanguardia e con progetti ambiziosi da sviluppare.......è un sogno? Forse si.....ma se la Pantera è riuscita a salvarsi in questa pazza annata grazie a uomini veri, adesso, sempre con uomini veri, è possibile uscire da questa situazione ancor più forti di prima, guardando al futuro con sguardo baldo e fiero, orgogliosi nel cuore dell'impresa di quei ragazzi che a Bisceglie, con i propri tifosi, e con le lacrime agli occhi, hanno combattuto una battaglia di sport e di dignità, per gridare a gran voce: LUCCA TI MERITI DI PIU'!
Andrea Marchetti 



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