Galleria Rossonera
martedì, 10 novembre 2020, 12:51
di diego checchi
Capitan Benassi ci mette la faccia e parla del momento che sta attraversando la Lucchese, ma anche della sua situazione personale. Un quadro per niente semplice: “Sono sempre stato bene nonostante sia dovuto stare in isolamento per diversi giorni. In questo periodo sono successe diverse cose ed evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto. Mi è dispiaciuto che a pagare sia stato mister Monaco ma le colpe sono un po’ di tutti. In primis della società e di noi giocatori. Adesso ci mettiamo con grande voglia e disponibilità al servizio del nuovo mister per lavorare e migliorare. Già da questa settimana abbiamo lavorato tanto, bene e mister Lopez ha già fatto capire le sue idee”.
Quali sono le differenze fra gli allenamenti di mister Lopez e mister Monaco?
“Ogni allenatore ha il suo metodo e modo di pensare. Con Lopez abbiamo fatto tanti esercizi ad alta intensità e tanto possesso palla. Entrambe le filosofie dei mister sono valide ma ognuno imposta il lavoro come ritiene più opportuno, noi dobbiamo soltanto seguire quello che ci viene detto e applicarci di conseguenza”.
Secondo lei sarà un vantaggio o uno svantaggio non giocare a Pontedera?
“Ci sono due aspetti: il primo è la voglia di giocare che è tanta. Il secondo è che di qui a domenica abbiamo la possibilità di lavorare ancora di più e magari recuperare qualcun altro e questa non sarebbe una situazione da poco, dato che poi, ci sarà un tour de force importante”.
Quali sono state le difficoltà di questo mese e mezzo tribolato?
“È evidente che se abbiamo soltanto un punto in sette gare disputate qualcosa non ha funzionato. Ci sono tanti fattori che hanno portato a questo. Un po’ l’inesperienza della categoria per qualche giocatore, un po’ per la mancanza di rendimento di giocatori più esperti. Ripeto: ha pagato il mister ma le colpe non sono state solamente sue. Purtroppo nel calcio funziona così. Adesso bisogna invertire la rotta, ci sono ancora trentuno partite da giocare e tutte le possibilità per salvarci mettendoci a disposizione del mister”.
Quest’anno dovete giocare in un clima particolare essendo alle prese con il Covid-19 e prima di ogni partita c’è “l’ansia” dei tamponi.
“È chiaro che non sia la solita normalità, dentro allo spogliatoio dobbiamo stare più attenti e anche fuori dal campo. Ritengo che il fare tamponi ogni settimana sia un bel vantaggio perché siamo controllati in tutto e per tutto e possiamo star tranquilli. Magari, perché ha preso il virus c’è un il disagio di dover stare isolato e lontano dalla famiglia, ma questo fa parte del nostro lavoro. Sono sacrifici che dobbiamo fare perché c’è gente che aspetta i tamponi da mesi. Non ci dimentichiamo che la Serie D, per esempio, si è dovuta di nuovo fermare e a noi è accaduto l’anno scorso, dove è stato difficile stare lontano dal campo per chi ama questo sport”.
Da capitano, che cosa si sente di promettere ai tifosi?
“Penso che in questo anno e mezzo mi abbiate conosciuto, non sono uno che va sui social, sono un po’ fuori dal mondo. A me piace soltanto lavorare sul campo e promettere il massimo impegno quando indosso la maglia della Lucchese. Credo che questo gruppo sia prima un gruppo di uomini e poi un gruppo di giocatori e lo zoccolo duro è quello dello scorso anno. Si parte da una buona base e tutti tengono al bene di questa maglia. Adesso bisogna fare soltanto i risultati. Sono convinto che ci salveremo”.
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