Galleria Rossonera
lunedì, 2 dicembre 2013, 17:15
di diego checchi
Il progetto della Lucchese di adesso è quello di creare un settore giovanile forte e possibilmente di far crescere giocatori per palcoscenici importanti. Un esempio è stato Ernesto Torregrossa quando la Lucchese era in Lega Pro. Questo attaccante, attualmente a Lumezzane, ha disputato gli Allievi Nazionali in rossonero nell’anno del fallimento di Fouzi. Adesso si è concesso a Gazzetta Lucchese dato che Lucca è rimasta nel cuore di Ernesto e vorrebbe rivedere la Lucchese tornare tra i professionisti e nel calcio che conta.
Lei sta facendo un'ottima stagione nel Lumezzane. Ha trovato l'ambiente ideale per esprimere tutto il suo potenziale?
“Sicuramente Lumezzane è la piazza ideale per crescere, siamo un bel mix di giovani e giocatori più esperti e sto vivendo un buon momento di forma”.
Ernesto Torregrossa a chi deve questa crescita esponenziale?
“In questa stagione non sono stato fermato da problemi fisici. Per questo sono riuscito ad avere continuità anche nelle prestazioni”.
Qual è l'allenatore che le ha dato più consigli dal punto di vista umano?
“L'allenatore che mi ha aiutato a crescere come persona è senza dubbio Gabriele Baraldi, che mi scelse per giocare negli Allievi Nazionali della Lucchese quando avevo 15 anni e che mi trattò come un figlio. Devo molto a lui”.
Quali sono i gol più belli che ha realizzato?
“I gol più belli tra i professionisti penso di averli fatti quest'anno contro Feralpi Salò e contro il San Marino”.
L'esperienza di Lucca che cosa ha rappresentato per lei?
“È stata la mia prima esperienza lontano da casa ed è quella che mi è rimasta più nel cuore”.
Quando ha capito che poteva diventare un calciatore?
“Quando ho esordito con la maglia dell'Hellas Verona al Bentegodi in LegaPro davanti a 15000 spettatori. È stato un sogno”.
Che cosa pensa del momento che sta attraversando la Lucchese?
“Penso che abbia le carte in regola per poter tornare tra i professionisti. Lo spero davvero”.
A livello personale dove vuole arrivare e a quale grande giocatore si ispira?
“Il mio idolo, fin da quando ero bambino, è stato Gabriel Omar Batistuta. Il mio sogno sarebbe di poter esordire in serie A e magari di indossare la maglia della nazionale”.
Che cosa le piace del mondo del calcio e che cosa eliminerebbe?
“Vorrei non ci fosse più violenza dentro e fuori gli stadi per permettere alle famiglie di poter andare a vedere dal vivo lo sport più bello del mondo”.
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