Detto tra noi

Bentornato derby al Porta Elisa

domenica, 15 marzo 2015, 16:07

di fabrizio vincenti

E derby sia. Dopo anni di amarezze. Di umiliazioni. Di campi che erano tutto meno che stadi. Mentre intorno, salvo poche eccezioni, erano a godersela nei professionisti. Addirittura qualcuno nell'Olimpo del calcio, in quella serie A che, prima di chiudere questa nostra esperienza terrena, vorremmo proprio riuscire a assaporare. Per non vivere solo di ricordi. Di partite che sembrano fiabe raccontate dai nonni. Di sogni che si colorano con sfide con i campioni d'Italia.

Nel frattempo, restando con i piedi per terra, ecco il derby dei derby. Anzi, l'unico vero derby. Quello del Foro. Quello che nella mente di un'intera città va ben oltre il calcio per perdersi in una rivalità che data all'anno Mille. Bentornato derby, anche se il sapore che offre, dopo anni di incredibili e inutili limitazioni in nome di un ordine pubblico che vorremmo gestito in ben altro modo, pare perdere intensità. Bentornato derby, fatto di quelle sfide incredibili, con vittorie rossonere con un gol dalla bandierina e sconfitte rocambolesche quanto amare.

Bentornato derby, fatto di incroci cromatici che richiamo un altro derby e che invece sono unici. Perché il campanile è qui. Ed è bellissimo assaporarlo. Altro che un mondo fatto senza differenze. Vaffanculo alla globalizzazione. Bentornato derby al Porta Elisa, in questo nostro stadio che è un vanto e ogni anno, sia pure con gli acciacchi dell'età, ci fa essere orgogliosi di chi l'ha costruito e di quella sua torre che è anni luce avanti come modernità e bellezza. Bentornato derby per la curva Ovest, che lo riassapora dopo una vita e che vorremmo veder scoppiare di tifo e di entusiasmo.

Bentornato derby con le tante scaramanzie che ognuno di noi si porterà con sé in questi giorni. Bentornato derby, nel nome di Romeo Anconetani, uno dei pochi che è riuscito a unire lucchesi e pisani. Bentornato derby per i tanti che non ci sono più, da una parte e dall'altra, e che chissà da dove se lo gusteranno senza l'ansia che attanaglia chi ancora è tra i comuni mortali. Bentornato derby, per tutti quelli che si saranno, perché non sentire questa partita significa aver dato le dimissioni. Da tifosi rossoneri, naturalmente.



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