Detto tra noi
mercoledì, 3 luglio 2013, 19:12
di fabrizio vincenti
Dopo tre conferenze stampa, qualche battuta al volo fuori dal notaio e in comune e un paio di telefonate è ancora presto per farsi un'idea di Andrea Bacci. Una cosa, però, ci pare abbastanza assodata. L'imprenditore fiorentino non le manda a dire. Da questo punto di vista, il suo ingresso in una realtà ovattata e particolarmente ipocrita come quella lucchese è stato da choc. Dalle nostre parti si può dire, anzi per alcuni si deve dire, di tutto ma sempre con la mano alla bocca. Con aria grave. Sottovoce. E con un pizzico di mistero sempre unito a veleno. Quello non manca mai. L'uso è libero e persino in una città nota per la sua parsimonia si trova, si regala, ci si ricopre nemici, conoscente e presunti amici. Il tutto però a mezza bocca. Facendo intendere e non intendere, lanciando il sasso, ma quasi mai esponendosi in prima persona. Bacci è arrivato e con uno stile simlie a un tifoso britannico anni '80 ha iniziato a mazzuolare a destra e manca. Creandosi una rete di antipatie e di risentimento, almeno nel breve periodo.
Nel medio lungo, invece, sarà lui con la sua capacità di dare seguito con i fatti a quanto dichiarato, a fare la differenza nel giudizio dei tifosi lucchesi. E sui fatti, non su altro, vorremmo poterci fare un'idea di Bacci. Cosa farà realmente e quanto manterrà fede agli impegni presi, non è dato sapere. Al momento si va solo a sensazioni. Ma non abbiamo accettato sin dal primo momento il fuoco di fila di sbarramento, a nostro avviso non sempre onesto intellettualmente. E non abbiamo raccolto le tante insinuazioni, alcune delle quali continuano a circolare anche in stanze che non sono propriamente bar. Per noi dovrebbero restare al bar. E sarà un bar nel quale non entreremo.
Bacci, per quanto ci riguarda, continueremo a giudicarlo per quello che farà. Come lui stesso ha dichiarato, deve ancora dimostrare quanto e cosa vuole fare. Il cammino è lungo, ma il fatto che non le mandi a dire, sia pure con qualche eccesso non condivisibile, ci fa pensare che se ci sarà mai da dirsele ce le diremo. In faccia, senza mani alla bocca e senza veleno. Lo stesso accenno a Lucca United e ad alcune sue posizioni, ci è parso un tentativo di mettere in tavola quello che non va a suo avviso, dopo alcune uscite oggettivamente pesanti, ma senza chiudere le porte in faccia a nessuno. Anzi. Aprendo a un confronto con la cooperativa dei tifosi che è un punto di riferimento di chi ama la Lucchese. Alle battute, che sconfinano nella provocazione, come quella su Lucca United vista come avvoltoio e mutuata da uno sketch di Panariello, crediamo che non ci rinuncerà né ora né mai. Se tira legnate al sindaco appena conosciuto, figuriamoci. Così è si vi pare. A lui chiediamo e chiederemo fatti e linearità di comportamenti, quella linearità che, ammettiamolo, abbiamo temuto non ci fosse se avesse abbandonato la barca rossonera in modo a dir poco clamoroso. Non lo ha fatto. Bene. Ora, avanti con i fatti e su quelli ci auguriamo venga pesato da tutti i tifosi rossoneri. Chissà che qualche acuto non faccia bene in un ambiente troppo sottovoce come quello della nostra Piana. Purché seguano i fatti. I tifosi della Lucchese ne hanno un disperato bisogno.
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