Detto tra noi
mercoledì, 21 novembre 2012, 21:26
di aldo grandi
Bruno Russo sbaglia. Non tanto e non solo nelle sue esternazioni immediate nel dopogara notoriamente il momento meno adatto; ma commette un errore anche quando dice che i tifosi non devono fischiare né contestare e che, semmai, lo vadano a dire alla società che prenderà, eventualmente, i provvedimenti del caso. Ora, non ci vuole uno scienziato per capire che non solo i tifosi non hanno la voglia e nemmeno il tempo o la forza per andare a protestare con la dirigenza, ma che neanche i soci stessi saprebbero, nella eventualità, cosa fare e cosa dire. Purtroppo la Lucchese, per colpe che non sono certo né di Russo né di Giannecchini e degli altri compagni di avventura, sconta due fallimenti che altro non sono state se non delusioni d'amore una peggio dell'altra, una dopo l'altra. Come un uomo o una donna che si innamorano una seconda volta dopo una grande, tragica storia d'amore. Il secondo fallimento piega le gambe e smonta le forze. Vedere, poi, che domenica prossima, in C1, ci sarà il derby tra Pisa e Viareggio che, con tutto il rispetto, nemmeno raggiungevano il prestigio e la forza dei rossoneri di qualche anno fa, altro non è che la ciliegina su una torta già andata a male.
Tornando ai fischi della sconfitta di Riccione, i tifosi hanno il diritto di contestare perché pagano il biglietto e perché anche il fischio, ingiusto e insulso che sia, è, comunque, una manifestazione di pensiero e, perciò, libera. Bruno Russo al quale va gran parte del merito per quanto sta riuscendo a fare questa squadra, non deve prendersela più di tanto. Dovrebbe, al contrario, far finta di nulla e andare avanti. Tutti sanno, anche chi ha fischiato, che senza di lui e senza Giannecchini e soci, adesso saremmo a pulire i cessi in qualche altro campo sportivo di seconda o terza categoria. I giovani devono avere il tempo di maturare, ma il calcio e la realtà in genere, a differenza della scuola e della famiglia, spesso non concedono queste chances e questi tempi morti. Bisogna guardare avanti e non fermarsi. La batosta di oggi va subito archiviata e si deve pensare, sin da subito, a evitare pericolosi sbandamenti. Ma i tifosi possono essere riconquistati solo con le vittorie. E' vero, rispetto all'anno passato c'è stato un robusto calo, ma era fisiologico e prevedibile. Al lucchese e non solo a lui non piace starsene in un buco come la serie D senza avere, almeno, la prospettiva o anche solo la speranza di poterne uscire. Ecco, in mezzo a tanta razionalità e a tanto far di penna e di calcolo, Russo in primis e, poi, tutti gli altri, dovrebbero capire che il tifoso e l'ambiente del calcio vivono di emozioni e lo sport in generale deve saperle regalare rispettando le regole del gioco. Bruno Russo può cambiare allenatori, comprare o vendere giocatori, decidere o non decidere la formazione e nessuno, probabilmente, più di lui ne è capace, ma non può pretendere che il tifoso, avvilito, deluso, amareggiato, sia pure consapevole del fatto che questo è quello che passa il convento, non manifesti ciò che pensa o che sente. Altrimenti tanto vale giocare a porte chiuse e, di questo passo, non è detto che, prima o poi, al Porta Elisa accada anche questo. Quindi, bando alle chiacchiere e alle reazioni esagerate, rimbocchiamoci le maniche e cominciamo a pensare in grande o, almeno, a provarci. E le critiche, se non le vogliamo sentire, infiliamoci i tappi nelle orecchie o restiamo a casa.
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